Messer Guglielmo non aveva ancora aperto bocca. Quando le navi nemiche non furono più che a tre tiri di balestra, egli fe' voltare la prora a tramontana e comandò la voga arrancata, accennando ai Saracini di voler prender il largo e fuggire.

Le galere, cedendo all'impulso dei remi, pigliarono l'abbrivo in alto mare. Allora il capitano dei Saracini si tenne sicuro di vincere, e comandò che le sue navi s'avanzassero in modo da formare un largo cerchio sul mare, dentro cui sarebbero côlti i fuggiaschi, come fiere in caccia.

Dal canto loro, gli uomini delle due galere non avevano capito nulla di quella mossa dell'Embriaco, la quale pareva ad essi il colmo della temerità. Gandolfo del Moro fu il primo a dirne il suo giudizio ad alta voce, affermando che di tal guisa e' sarebbero caduti prigioni in meno di un'ora.

Ma messer Guglielmo, niente turbato, si volse, e crollando le spalle, disse a Gandolfo queste due sole parole:

— Avete paura? —

Era questa la frase consueta dell'Embriaco in simili casi, e non s'era dato mai che ella non costringesse i contradittori al silenzio. Però Gandolfo non ardì rispondere altro, se non poche parole confuse, colle quali cercava di colorire alla meglio il senso della sua osservazione.

— Non temete! — soggiunse allora Guglielmo. — Non passerà mezz'ora che noi saremo tutti in salvo, e senza colpo ferire. Vedete come que' cani si dispongono a darci la caccia! Quel povero capitano ha creduto che io volessi sfuggirgli in alto mare e subito allarga le sue ali per metterci in mezzo, senza avvedersi che sparpaglia i suoi legni e non potrà più farsi udire quando ci avrà altri comandi a dare. Suvvia, figliuoli! nel nome di San Giorgio! Leva remi! Orza, al timone! Vira di bordo! La prua contro terra! Forza nei remi! Arranca! Benissimo, così; e adesso, buon dì ai Saracini! Che ve ne pare, Gandolfo? Saremo noi fatti prigioni in mezz'ora? —

Dalle parole del capitano i lettori hanno già indovinato il suo stratagemma qual fosse: divider le forze dell'armata nemica, e, quando ella si fosse impacciata in que' movimenti disgregati per dargli caccia, voltar la prora a terra e lasciare i Saracini scornati. Appena le ciurme trapelarono l'ardito disegno, levarono un grido di giubilo e si diedero con maggior lena a stringere la voga.

Ma questa non era che la prima parte del disegno di Guglielmo Embriaco. La seconda era dieci cotanti più malagevole. Importava di sfuggire ai Saracini, facendo getto delle galere e salvando tutto ciò che potea tornar utile al campo latino. In quelle due galere erano molti maestri d'operare, con gran copia di strumenti ed attrezzi, dei quali messer Guglielmo sapea per prova il difetto nei quotidiani lavori d'assedio.

— Fermi a' banchi, i rematori! — prese egli da capo a gridare. — Tutti gli altri si tengano saldi al sartiame e dove possono meglio! Ora, figliuoli, raccomandiamoci a San Giorgio il valente, e avanti contro la spiaggia! —