— Vi siete fatto male, Arrigo? — chiese una voce accanto a lui.

— Chi siete? Ah, il giovine Caffaro! Bravo, eravate dei primi anche voi? Non è nulla, vedete; un po' di stordimento e nient'altro. Animo, su, a quell'altra scala! Purchè giungiamo in tempo, e non accada disgrazia al capitano, che deve esser rimasto solo lassù. —

Era proprio mestieri che volassero al soccorso. Trovatosi solo ed incolume sul parapetto, Guglielmo Embriaco pregò Iddio che si degnasse di aiutarlo; siccome era uomo da poter fare due cose ad un tempo, menò attorno la lancia, atterrando i primi che gli capitarono sotto. Una torre sorgeva lì presso, e l'Embriaco vi corse a riparo. Ma appunto allora ne usciva un Saracino, che gli si avvinghiò al petto, tentando, se gli veniva fatto, di soverchiarlo. Era una bisogna difficile assai, e alle prime strette che diede l'Embriaco per svincolarsi da lui, il Saracino ebbe a domandargli mercè. Gittata la lancia, inutile in quel frangente, messere Guglielmo aveva afferrato il nemico per un braccio, e così forte, che a quell'altro parve di esser còlto da una tanaglia di ferro.

— Signore, te ne prego; — gridò egli allora con accento compassionevole; — lasciami andare e sarà meglio per te.

— In che modo? — chiese l'Embriaco, che non coglieva il senso di quella esortazione.

— Perchè i miei compagni verranno a liberarmi, o a vendicarmi: — rispose il Saracino; — e tu non farai in tempo ad entrar nella torre.

— Ragioni diritto! — esclamò Guglielmo. — Va dunque, e trova un altro che ti perdoni la vita, come io te la perdono. —

Così dicendo, lentò la stretta, sicchè il nemico potè sfuggirgli di mano. E corse, non dubitate, come se avesse le ali alla calcagna, e temesse lì per lì un mutamento di proposito.

L'Embriaco già pensava a tutt'altro. La torre non era alta ed egli poteva sperare di giungere in pochi istanti alla sommità, donde avrebbe potuto vedere più largo spazio di mura. Incontanente vi entrò, salì in furia i due piani che mettevano alla piattaforma, e assicuratosi che nessuno dei difensori aveva ancora potuto seguirlo lassù, si fece al ballatoio, per guardare dalla parte del fosso, come volgessero le sorti della battaglia.

Poco lunge di là si combatteva aspramente. Un manipolo di cavalieri aveva afferrato il ciglio delle mura e vi si teneva saldo, quantunque i Saracini facessero ogni sforzo per ricacciarlo indietro. Messer Guglielmo intese allora perchè lo avessero lasciato libero lui, occupati com'erano a respingere i nuovi e più numerosi assalitori.