— Tutto quel che vi piace io prometto; — interruppe Caffaro.

— Grazie; — ripigliò il Carmandino, respirando. — Ed ora, torniamo uomini! —

Il resto è noto. Pochi momenti dopo erano giunti sulle mura e avevano fatto prodigi di valore. L'Embriaco, calato dalla torre, donde aveva chiamato la sua gente all'assalto, si fece sollecito a collegarli, a mano a mano che balzavano dentro, per piantarsi saldamente sul baluardo conquistato. Frattanto Arrigo da Carmandino, trascorrendo animoso ad inseguire i fuggenti, era stato côlto, come ho detto, entro la seconda cinta di mura.

Quando lo seppe Gandolfo del Moro, sempre fido seguace di messer Nicolao e suo consigliere malaugurato, il cuore gli diede un balzo per allegrezza.

— Ah, fosse morto! — pensò. — Di solito, questi cani infedeli non perdonano la vita ai prigioni. Madonna Diana, o ch'io m'inganno a partito, o questa le vendica tutte, e messere Arrigo il bello avrà finito di vogarmi sul remo. —

Guglielmo Embriaco udì dalle labbra del giovine Caffaro la mala sorte del suo prode aiutante, ma non ebbe tempo a rammaricarsene. Già, io porto opinione che gli uomini d'allora piangessero poco, e lo argomento da ciò, che molte altre cose non facevano essi, per le quali noi siamo venuti a mano a mano in così fastidiosa eccellenza; verbigrazia il parlare. Per contro, operavano molto; laonde, se la retorica ci ha perso, la storia ci ha guadagnato un tanto. Ne siano ringraziati gli Dei.

Desideroso più che mai di operare, l'Embriaco andava girando con occhio scrutatore intorno alla seconda cinta di mura, donde gli apparivano i nemici preparati ad una resistenza feroce. Già un primo tentativo di scalata era stato respinto, tra perchè gli assalitori erano in pochi e perchè messer Guglielmo non c'era, ad incuorarli colla voce, ad infiammarli coll'esempio. Anche i Saracini respiravano più liberamente, quando non avevano davanti agli occhi quel capitano dalla fulva capigliatura e dallo sguardo leonino, che essi ravvisavano così facilmente, anche da lunge, alle membra poderose e al corto mantello bianco, segnato dalla croce vermiglia che gli svolazzava a guisa di clamide romana sulla corazza di ferro.

Così correndo intorno alle mura, il valoroso Testa di maglio aveva veduto il fatto suo, e imbattutosi in Ugo suo figlio, mentre Caffaro gli veniva raccontando il triste caso di Arrigo da Carmandino, mostrò di non avere inutilmente speso il suo tempo.

— Non temete! — diss'egli, conchiudendo il suo dialogo col giovine Caffaro. — Se non l'hanno ucciso, vedremo di liberarlo, e ben presto. Guardate là, verso tramontana, come vanno salendo le mura? La collina non è alta, nè ripida l'ascesa; voi, del resto, con una cinquantina di uomini risoluti che condurrete da quella parte là, non dovete subito andar sotto al muro, ma girare alle falde dell'eminenza, fino a tanto non avrete veduto una macchia d'olivi, donde meglio coperti giungere al colmo. Lassù, proprio accanto al muro, è una vecchia palma, i cui rami pendono a dirittura sul parapetto; e voi, senza che vi dica altro, figliuoli miei....

— Non dubitate, messer Guglielmo; — interruppe Caffaro di Caschifellone, — abbiamo inteso. Si cala di là sulle mura di Cesarea, come volevano fare i Greci dal cavallo di legno sulle mura di Troia.