Il vescovo Airaldo, i consoli e tutti i capi della compagne (che cosa fossero le compagne dirò poi al lettore) avevano udito con ammirazione il racconto, volgendo spesso gli occhi da lui al valoroso Embriaco, che stava pensoso, a fronte china, come uomo che volesse sottrarsi alla sua gloria, o riandasse colla mente i fatti trascorsi, a mano a mano che erano narrati.
Messer Guglielmo era triste. Fino a quel punto aveva posto l'animo negli obblighi suoi di capitano; allora, finalmente, poteva ricordarsi di essere padre e di non aver liete novelle per la sua bella figliuola.
La fine di Arrigo da Carmandino aveva compreso di mestizia ogni cuore.
— Ma proprio non sarà dato di sapere in qual modo Genova ha perduto questo generoso suo figlio? — chiese Pagano della Volta. — E il suo cadavere, almeno?
— Non fu trovato; — rispose il giovine Caffaro. — Gandolfo del Moro afferma bensì di averlo riconosciuto in alcuni avanzi umani, mezzo abbrustoliti dal bitume ardente. —
Raccapricciarono gli astanti, e tutti gli sguardi si rivolsero allora a Gandolfo del Moro.
Il torvo amico di Nicolao si fece avanti d'un passo, e senza pure alzar gli occhi a guardare i consoli, aggiunse:
— Pur troppo! Vorrei che così non fosse finito un tant'uomo. Una cosa sola desidero, cioè di essermi ingannato. —
Per altro, è delle moltitudini di non concedere troppo larga parte ai rammarichi, segnatamente dove il danno dei pochi si confonde nel benefizio dei più. La vittoria ha una aureola che offusca ogni cosa d'intorno a sè. Ed anche Arrigo da Carmandino, il bel cavaliere, sospiro di tante donne gentili, invidia di tanti prodi uomini, orgoglio della sua terra natale, ebbe, in un senso fugace di pietà, in una parola di rimpianto, tutto quello che potesse aspettarsi dai sopravvissuti un estinto.
— Messer Caffaro di Caschifellone, — disse Amico Brusco, il fratel dell'Embriaco, — voi avete fatto opera egregia, raccogliendo la storia della nobilissima impresa. Il comune di Genova incomincia bene, ed io, conoscendo il valore di tutti i suoi cittadini, son certo che non si fermerà così presto sulla via della gloria. È dunque giusto che abbia trovato, in voi prode guerriero, il suo storico. —