Gandolfo del Moro non era mai troppo lontano dal suo fido Nicolao, e giunse più sollecito che la stessa Diana, dopo essersi risoluta di riceverlo, non avrebbe potuto desiderare.
Il giovine cavaliere dai capegli rossi e dalla torva guardatura si fece avanti tutto peritoso, severo all'aspetto, ma più azzimato del solito, colla sua gavardina di color pavonazzo aggiustata all'imbusto e colle calze divisate di bianco e di azzurro.
— Madonna, — diss'egli, sospirando, — la perdita di un così prode cavaliere è un lutto universale. La cristianità ne aveva pochi che gli stessero a pari, nessuno che gli andasse avanti per gentilezza e valore. —
Diana accolse le parole compunte di Gandolfo, con un gesto che voleva dire: — sta bene, ma venite al fatto, messere. —
Così dato sesto all'esordio, Gandolfo del Moro narrò come fosse entrata nell'animo suo la persuasione dell'orrida fine d'Arrigo. Quegli avanzi umani da lui veduti erano per l'appunto in una viuzza angusta e tortuosa, presso alla seconda cinta di mura. Colà il valoroso Arrigo e i suoi compagni di sventura dovevano essere stati arrestati dai difensori, trovatisi allora in numero soverchiante. Le armature, comunque ridotte, si riconoscevano essere di cristiani, e, sebbene in gran parte consumati dal fuoco, si potevano ancora distinguere alcuni brani di sorcotta, che era la clamide portata dai cavalieri sulla corazza, o sulla maglia d'acciaio. Come quel pugno di valorosi fosse stato ridotto in tal guisa, era facile argomentare. Avevano combattuto disperatamente, approfittando della strettezza del passo per non lasciarsi cogliere in mezzo, e i nemici non erano venuti a capo di finirla con quella meravigliosa difesa, se non col gittare, dai parapetti delle logge e delle altane, bitume infiammato sui combattenti.
Tutte queste erano prove generiche. L'indizio che colà e in quel modo fossero finiti parecchi dei Genovesi entrati con Arrigo entro la seconda cinta di mura, non poteva esser più certo. Ma chi in quegli avanzi miserandi, aveva riconosciuto il Carmandino?
Diana fissava i suoi occhi in quegli del narratore; e questi, non potendo sostenerne l'incontro, chinata la fronte, terminò il suo discorso cogli sguardi a terra.
— Guardatemi in viso; — diss'ella; — forse vi faccio paura? —
Gandolfo del Moro avrebbe voluto rispondere; ma bene intese che quello non era il caso di venir fuori con una gentilezza, e che Diana non gli aveva già chiesto un detto di quella sorte. Perciò, alzate le ciglia in atto di obbedienza, stette a guardarla perplesso.
— Giurate, — ripigliò la fanciulla con accento solenne, spiccando dalla parete un dittico di avorio, in cui era dipinta da un artista bisantino la passione di Cristo, — giurate su questa croce, che ha toccato le ceneri del Precursore, che voi siete certo di ciò che dite, e che in quegli avanzi avete riconosciuto il corpo di messere Arrigo da Carmandino.