— Ho sempre desiderato di aver preso abbaglio, — rispose Gandolfo, schermendosi; — ma pur troppo mi pare che non possa essere altrimenti. Tra i vivi non è tornato; i morti, dell'ardita comitiva, eran quelli; nè altri se ne sono trovati più lunge. Di certo il povero Arrigo è caduto insieme co' suoi.
— No, non è vero; — gridò la fanciulla, seguendo l'impulso del cuore, anzi che un barlume di ragione. — Non so come ciò possa essere; ma Arrigo da Carmandino non è morto. Credo ai presentimenti; — soggiunse a mezza voce, quasi parlando per sè.
Gandolfo si appigliò prontamente a quel filo.
— Se credete ai presentimenti, madonna, ho fede che crederete a quelli di messere Arrigo non meno che ai vostri. —
Diana lo guardò con occhio attonito.
— Che dite voi ora? — balbettò ella, non bene intendendo il senso delle parole di lui.
— Dico, madonna, che un amico del povero Arrigo ha un messaggio per voi. Egli è Caffaro di Caschifellone, suo compagno nell'assalto di Cesarea, fino al punto in cui la sorte li divise, dando ragione ai tristi presagi di Arrigo.
— Come sapete voi ciò? — chiese Diana, guatandolo con occhio diffidente. — E come avete voi primo un messaggio, che l'amico di Arrigo non ha creduto opportuno di recarmi finora?
— Lo ha detto poc'anzi a me; — rispose allora Nicolao, quantunque non fosse rivolta a lui la domanda. — Messer Caffaro di Caschifellone, giunto a mala pena di Sorìa, aveva dovuto recarsi in Polcevera, per abbracciare i suoi nel loro castello di Pontedecimo, donde è tornato per l'appunto stamane.
— Ed ha un messaggio per me? Di Arrigo? — chiese ella, smarrita.