CAPITOLO IX. Nel quale è dimostrata l'utilità del combattere a capo scoperto.
La saracinesca era calata con alto fragore alle spalle degli animosi, e Arrigo da Carmandino, che li precedeva, colla spada nelle reni ai fuggenti nemici, non se ne era avveduto. Bene lo avvisarono i più tardi tra i suoi compagni, che all'improvviso rumore si erano voltati indietro. Ma era tardi oramai per rifarsi alla porta e costringere i guardiani a rialzare l'ostacolo. Un'altra schiera di Saracini giungeva alla riscossa, arrestava i compagni, rianimava la difesa, metteva in grave pericolo quel pugno d'audaci, che dovevano pentirsi, ma tardi, della loro temerità, con un nugolo di avversarii che li incalzavano di fronte e coi guardiani della porta che rumoreggiavano alle spalle.
— Ammazza! ammazza! — era il grido dei Saracini.
La strada angusta tornava propizia alla resistenza dei crociati. Ma quanto avrebbe potuto essa durare? Era da supporsi che l'esercito genovese, dato di cozzo nella seconda cinta, superasse l'ostacolo nuovo prima che i suoi compagni perduti là dentro fossero tagliati a pezzi? Arrigo da Carmandino aveva dato un'occhiata intorno a sè e non si pasceva di vane speranze. Cinque cavalieri genovesi lo avevano seguìto. Quanto tempo avrebber resistito sei uomini, anche valorosi come sei paladini di Carlomagno?
— Amici, — disse Arrigo ai compagni, approfittando di un momento di confusione che in quella stretta rendeva impossibile ai nemici un utile assalto. Che si fa? Pensate voi di arrendervi?
— No, piuttosto morire, mille volte morire!
— Bene, preghiamo dunque il Signore che riceva le anime nostre. —
E brandendo la spada sul capo, con alta voce gridò:
— Difensori di Cesarea, seguaci del Profeta, noi Arrigo da Carmandino, Simone Gontardo, Marino della Porta, Tanclerio Burone, Vassallo Cavaronco, Anselmo di Zoagli, cavalieri genovesi, sfidiamo tutti voi a combattere, uomo contro uomo, fino a tanto ci basti la vita. Del resto, meglio sarebbe per voi lo arrendervi alle insegne della Croce. Infatti, a che vi gioverebbe la resistenza? Tutto l'esercito genovese è nelle mura di Cesarea, e tra poco anche la seconda cinta sarà superata e voi non otterreste misericordia.
— Arrenditi tu per il primo, cane cristiano, — urlò uno dei Saracini, facendosi incontro ad Arrigo colla scimitarra levata. — Hai buona la lingua; vediamo se hai buono il braccio ugualmente.