Il giovine Arrigo sanguinava anch'egli da molte piaghe per la rotta armatura, ma ancora non si era avveduto di nulla. L'ardore della pugna gli avea tolto di sentire lo spasimo. Bene sentì in quella vece che l'ultima sua ora suonava. Diede un pensiero a Diana, raccomandò la sua anima a Dio, e strappatosi l'elmo dalla fronte, a capo nudo, colla spada levata in aria, si calò dal sanguinoso carnaio, si gettò per morto in mezzo agli urlanti nemici.
L'atto strano colpì di stupore i Saracini. Era egli un eroe, od un pazzo? Comunque fosse, non avevano agio a sincerarsene, e sdegnati di vedere un infedele che affrontava così baldanzosamente la morte, vollero punirlo di una temerità che pareva dispregio, e gli si strinsero addosso, non udendo la voce di uno tra loro, che doveva esser il comandante della Schiera, o alcun che di simigliante.
— Non lo uccidete! — gridava egli accorrendo e tentando di farsi strada in mezzo a loro. — Non lo uccidete! —
Arrigo da Carmandino era già caduto bocconi, per una larga ferita alla fronte.
— Lo Sciarif! Largo allo Sciarif! — gridavano intanto i Saracini delle file più lontane dal luogo del combattimento. — Largo al nipote del Profeta! —
Quelle grida ripetute di fila in fila giunsero finalmente all'orecchio dei forsennati. Arrigo era caduto boccheggiante nel suo sangue e non era più il caso d'infellonire contro un morente. Le file si apersero quantunque a stento, e colui che avevano chiamato col nome di Sciarif (nome che equivaleva a quello di nobile e si dava allora ai discendenti della famiglia di Maometto), spinse il cavallo fino ai piedi del giovine crociato genovese.
— Non avete udita la mia voce? — diss'egli corrucciato. — Quest'uomo è sacro. Allà lo protegge.
— Un infedele! — esclamarono i soldati.
— Dice il libro: o credenti, meditate le opere vostre; non dite mai del primo che incontrate: costui è un infedele. Dio possiede infiniti tesori di misericordia; Dio solo conosce i cuori. —
I soldati s'inchinarono alla parola del Profeta, e, obbedendo al cenno dello Sciarif, sollevarono da terra il ferito, con tanta cura e sollecitudine quanta furia avevano messo ad abbatterlo.