A quel nome, profferito dal suo fedel servitore, la fanciulla degli Embriaci si era fatta pallida in viso, e Anselmo sentì la sua mano delicata tremargli sull'òmero.

— Vedete se non ho ragione! — continuò egli. — Anche a voi, solo quel nome ha fatto sgomento. —

Mentre la sua giovine signora cercava le parole per rispondergli, un lungo grido si levò per l'aria. Le prime galere entravano nel piccolo porto di Genova, e il popolo, che si era accalcato alla riva e lungo le mura alle Grazie, faceva le prime accoglienze festose ai reduci di Palestina.

— Scendiamo, Anselmo; — disse la fanciulla. — Corri tu primo, e fa schierare nel portico tutta la famiglia, perchè sia degnamente onorato il mio gran padre e signore. —

Il balestriero fu sollecito ad obbedire, e disparve tosto per l'abbaino. La bella Diana gli tenne dietro, dopo aver dato un ultimo sguardo alla Carmandina, che si era avvicinata anch'essa alla punta del Faro.

CAPITOLO II. Qui si narra di Arrigo da Carmandino, come pigliasse la croce per gli occhi d'una donna.

Prima di andar oltre nel racconto, e mentre Genova, affollata sul molo, festeggia l'arrivo dei suoi crociati da Cesarea, vi dirò qualche cosa di Arrigo da Carmandino, e dei suoi primi amori colla bella Diana.

Arrigo da Carmandino era il più giovine di tre fratelli, chiarissimi per nobiltà di sangue e per amore della loro terra. Prendevano essi il nome dal borgo di Carmandino, in Polcevera, e i loro antenati erano d'una medesima stirpe coi signori delle Isole e con quelli di Manesseno, più noti pel soprannome di Spinola, donde si spiccavano appunto allora i rami gloriosi degli Embriaci, dei Castello e dei Brusco, mentre da essi, i Carmandino, si spiccavano gli Avvocati, i Lusii, i Pevere, i Mari, i Serra e gli Usodimare.

Rammentate, lettori umanissimi, che siamo all'alba dei Comuni e delle spartizioni un po' chiare, quando i nomi proprii, le professioni, gli stessi nomignoli dati dal volgo, incominciano a distinguere i varii rami, e questi a lor volta fan ceppo.

Tutta quella nobiltà consolare era derivata dalla feudale, che, non avendo più Franchi, nè Longobardi, a cui chiedere l'investitura, ripeteva, poco prima del Mille, i suoi diritti dal Vescovo, ultima autorità rimasta in piedi per mezzo a quella gran confusione.