— Neppur uno. Prima che io abbandonassi le mura di Acco, giungeva un mercante giudeo reduce dalla vostra conquista, ed ebbi da lui confermata la nuova che l'armata de' tuoi concittadini ripigliò il mare pochi giorni dopo la espugnazione della città. A quest'ora i tuoi compagni d'armi sono tutti alle loro case, e mediteranno già nuove imprese contro di noi. —

Arrigo trasse un profondo sospiro dal petto.

— E mi crederanno morto! — diss'egli. — Se almeno si trovasse una vela!

— Meglio ti converrà prendere il mare a Damietta; — notò affettuosamente Bahr Ibn. — Io stesso ti darò la nave che dovrà ricondurti alla tua gente. Vedi, del resto, io ora non potrei accompagnarti in Cesarea senza pericolo. Nè a te converrebbe andar solo, colle vie piene di ladroni. E poi, dimmi, t'incresce egli tanto di restare per qualche tempo col tuo servo? —

Arrigo gli strinse la mano in aria di ringraziamento.

— Non dubitare; — proseguì il Saracino; — mentre noi andiamo verso l'Egitto, uno de' miei tornerà in Acco e manderà in Cesarea il mercante giudeo, per avvisare i Franchi che tu sei vivo. Noi stessi, per via, se ci imbatteremo in qualche figlio d'Israele, manderemo tue nuove a Gerusalemme e al porto di Giaffa, nella speranza che qualcheduno le rechi in Occidente ai tuoi cari. Ma certo, — soggiunse Bahr Ibn, con piglio risoluto, che non ammetteva contrasti, — tu giungerai alla tua terra prima d'ogni altro messaggio. —

Arrigo da Carmandino alzò gli occhi al cielo, pregando Iddio che accogliesse l'augurio del suo ospite, del suo salvatore.

Quella medesima notte la cavalcata dello Sciarif ripartiva da Thaanach, prendendo la via di levante, verso i monti di Gelboà, varcati i quali doveva scendere nella valle di Zartan, guadare il Giordano, e di là, per la montagna di Galaad, andare a trovare la vecchia strada dei pellegrini maomettani, da Damasco alla Mecca.

Col nuovo reame cristiano di Gerusalemme piantato tra il monte Carmelo e quello di Giuda, era quell'unica strada sicura che rimanesse ai Saracini, tra l'Egitto e le coste di Sorìa, che ancora per poco dovevano restare in poter loro.

CAPITOLO X. Sulle tracce di Arrigo.