— Oh, non aggiungete più altro, lo so; — interruppe Gandolfo; — quello che voi mi dite ora, io me lo son ripetuto le migliaia di volte, nelle mie veglie disperate. Se almeno ottenessi il suo perdono! pensai. Se ella potesse cessare di odiarmi! Questo il fine dei miei tristi amori; il buon angelo ha vinto. Ma perchè nulla mi ritiene alla vita, perchè il meglio ch'io possa fare è di morire, utile almeno ad altri, io sono l'unico forse tra tutti i vostri compagni che possa tentare l'impresa di giungere per la via del deserto, ad Arrigo, e di ricondurlo tra' suoi.
— Non sarete solo, — disse lo scudiero. — Caffaro di Caschifellone vi accompagnerà. Forse a quest'ora lo avrete già saputo dalle sue labbra. E anch'io sarò a parte del vostro tentativo. —
Un lampo balenò dagli occhi di Gandolfo del Moro; ma non fu altro che un lampo. Ed egli stesso, vedendo lo sguardo indagatore dello scudiero, si affrettò a mostrargli intieramente l'animo suo.
— Voi dubitate di me! — diss'egli, con accento improntato d'amarezza.
— No, messere, — rispose quell'altro, — vi mostro come sappia anche correre animosamente un pericolo chi potrebbe oggi di bel nuovo amare la vita.
— Ma pensate che il cammino è difficile; che forse non riusciremo....
— Ho pensato.
— E che cosa diranno i vostri d'una risoluzione così temeraria?
— Diranno che appartengo ad Arrigo da Carmandino, e che ho il diritto di morir con lui. Dove correte un pericolo, voi e il signore di Caschifellone, non potrò correrne anch'io?
— Sia fatto il voler vostro; — disse Gandolfo, chinando la fronte.