Il biondo scudiero si mosse, e andò su d'un rialto del masso, donde si scorgeva la valle di Giosafat e l'erta d'un monte, di là dal torrente di Cedron.

— Vedete laggiù quegli olivi? — diss'egli a Gandolfo.

— Li vedo; — rispose questi, mentre collo sguardo interrogava a sua volta il suo interlocutore.

— Laggiù, — prosegui lo scudiero, con accento solenne, — alle falde di quel monte, il redentore degli uomini fu tradito ai suoi nemici, da un uomo, che appunto allora lo baciava nel viso.

Gandolfo del Moro diede un sobbalzo.

— Che volete voi dire? — esclamò.

— Che mi fido di voi; — rispose lo scudiero. — Se voi mentiste, se voi covaste il tradimento nell'anima, qui, sulla vetta del Calvario, davanti al Getsemani, ove Cristo fu preso, non lunge dal campo dal sangue, ove Giuda vendicò da sè stesso il cielo oltraggiato, neanche tutta l'acqua del sacro Giordano, neanche il pianto di tutti gli angioli del cielo, basterebbe a riscattare il vostro tradimento. —

A quelle parole dello scudiero, Gandolfo sentì come una stretta al cuore; ma fece il viso dell'uomo che si sentiva sicuro di sè e non temeva la maledizione.

Caffaro di Caschifellone, a cui quelle parole percossero l'orecchio, pensò al brutto senso che dovevano fare nell'animo di Gandolfo del Moro; ma non potè altrimenti trattenersi dal mormorare un «bene!» che gli sgorgava proprio dal cuore.

CAPITOLO XII. La via del deserto.