«Non prendere mai cammino (dicono essi) se la prima persona in cui t'imbatti nell'uscire di casa è una donna brutta, o vecchia, od altrimenti una schiava, se vedi un corvo che vola soletto e come smarrito per aria, se due uomini altercano sulla via, e l'un d'essi grida al compagno: Dio maledica tuo padre; perchè, quand'anco tu fossi straniero a costoro, la maledizione potrebbe ricadere sul tuo capo.

«Ma se i tuoi occhi sono rallegrati dalla vista di una giovine donna, o d'un bel cavaliere, o di un bel cavallo, se due corvi, il felice e la felice, volano insieme davanti a te; se augurii, parole o nomi di fausto presagio risuonano al tuo orecchio, prendi la via animoso; Dio, che veglia sopra i suoi servitori, li avverte sempre con un presagio, quando si mettono in cammino.»

Tuttavia, il krebir non si teneva dispensato dal seguire i dettami della prudenza. Al giungere della notte rizzava la sua tenda di cuoio sul capo dei Cristiani confidati alla sua tutela; disponeva intorno a essa i cavalli e i cammelli, e in giro a questi i suoi cammellieri, che dormivano ravvolti nei loro mantelli e coperte, listate di bianco e di nero.

Due guardiani, destinati a vicenda, vegliavano per tutti alla sicurezza del campo. Ed anche su loro vegliava Abd el Rhaman. Si sarebbe potuto dire che il vecchio krebir usasse dormire da un occhio solo. Infatti, d'ora in ora, si udiva la sua voce.

— Guardie, dormite?

— Vegliamo; — rispondevano i custodi.

— Iddio benedica il nostro viaggio; — soggiungeva il krebir.

E il silenzio tornava a regnare per un'ora sul campo.

La sera del quarto giorno di cammino, la carovana si attendava accanto al pozzo di Rehobot. Era un luogo celebre e santificato, per gli Arabi, dalla pietra sepolcrale di Sidì al Hadgì, un santo mussulmano, che aveva fatto in suo vivente trentatrè viaggi alla Mecca, alcuni dei quali come condottiero della carovana dei pellegrini, che ogni anno, formata da varii punti di Palestina, si recava alla tomba del Profeta. Il pozzo di Rehobot era una delle sue stazioni consuete, e la pietà dei credenti aveva voluto consacrarne il ricordo, innalzando una cappella nel luogo ove il santo pellegrino soleva piantare ogni anno la sua tenda.

Intorno al pozzo sorgevano alcune palme, e poco lungi si vedevano ruderi di antiche costruzioni. Quel luogo doveva essere stato un ritrovo di viandanti e di pastori fino dagli antichissimi tempi, come il pozzo, due giornate lontano da quello, «del Vivente che mi vede» ove Agar ebbe il colloquio coll'angelo, e Isacco pose la sua stabile dimora colla vaga figliuola di Batuele.