—Qui sta il busilli!

—Sicuro, il busilli sta qui; ma è già un gran che averne scoperta l'esistenza.

—Certo, padre mio; ma in che modo avete potuto trapelare tutto ciò?

—Questo, poi,—disse il padre Bonaventura inarcando le ciglia e stringendo le labbra con aria di sussiego,—è il mio segreto. Io ve ne ho già detti tanti in mezz'ora, che non ve l'avrete a male se vi tacerò questo.

—Avete ragione, vogliate perdonare. Ma non sapete altro finora, di questa fanciulla? Non avete sospetto di nulla intorno all'esser suo?

—Eh, in quanto ai sospetti, sì certamente ci ho i miei! E se fossero fondati sul sodo, io metterei pegno di poter toglier la ragazza da quella casa. Ma per esserne certo, occorre mettere il naso in quel benedetto cofano.

—E questi sospetti si potrebbero sapere? Sarebbe questo per avventura un altro dei vostri segreti, padre mio?

—Vi siete apposto; è un altro de' miei segreti, e ve ne starete a becco asciutto per ora.

—Oh! non mi preme punto di sapere il vostro segreto;—rispose il Collini.—Purchè io mi vendichi, non ho altro da chiedere. Voi non sapete, padre mio, quanto mi crucci questo pensiero, e che inferno mi sia diventata la vita, aspettando il giorno che mi vengano sotto le mani costoro!…

—Adagio, Biagio!—interruppe il padre Bonaventura.—Non vi scaldate così per tempo. Una cosa non può stare senza l'altra, e la vostra vendetta non può scompagnarsi, per correre più spedita, dallo adempimento del debito vostro.