A quelle parole del padre Bonaventura, il Collini diede uno sbalzo indietro.
—Che dite mai?—gridò egli.—E come potrebbe avvenir ciò? Donde cavate questa vostra congettura?
—Da certe mie considerazioni, le quali giudicherete da per voi. Ascoltatemi. Sono oramai parecchi giorni che il Vitali sta più contegnoso del solito, e, cosa strana, non si fa più pregar tanto, quando si tratta di mandar giù qualche cucchiaiata della vostra emulsione. Anzi, per dirvela schietta, ogni qual volta io gli consiglio di bere, si affretta a prendere, non una, ma due dosi (scusate se non vi so parlare con le frasi dell'arte) e di sovente me ne domanda una terza. Ora, questo fare mi ha dato nel naso, e ier l'altro appunto ho voluto indagarne la cagione, se mi fosse dato trovarla. Avevo l'aria di uno sbadato, e guardavo, dondolando la testa, gli affreschi del soffitto; ma con la coda degli occhi stavo attento all'infermo. Vorreste crederlo? Quel manigoldo mi guatava con que' suoi occhietti di cinghiale, e pareva farsi le beffe del fatto mio. Oh, qui c'è del buio,—dissi tra me,—e bisognerà vederci dentro.
—Ma perchè non dirmi nulla?—soggiunse il Collini.
—Perchè? Perchè non volevo dir quattro, fin che il pan non era in sacco. Anzitutto mi bisognava chiarire il sospetto. Sapete già, figliuol mio, che io sono l'uomo dei sospetti. Che diamine! Il mio buon Collini lo ha ridotto allo stremo con le mignatte, l'estratto di acònito e la fame, e il catarro cronico, in cambio di durare, vuol mentire al suo nome? E l'ammalato sta saldo e se la ride per giunta? perciò mi sono messo a studiare….
—E che cosa avete scoperto?
—Nulla, allora; ma ieri sera qualche cosa. Erano forse le undici, ed uscivo dalla casa del vecchio. In cambio di volgere per la via della Maddalena e ridurmi a casa, tirai innanzi dalle parti di Fossatello, per un mio negozio, anzi appunto per la faccenda di quella ragazza che vedete là sul terrazzo. Spesi forse un'ora; e al ritorno, mentre ero per risalire nella via di San Luca, vidi uscire dal portone di casa Vitali due persone, le quali vennero incontro a me con passo spedito. Io mi feci da un lato, e siccome nulla è inutile a sapersi, li guardai un po' nel mostaccio. Ora indovinate chi fossero! Aloise di Montalto, e quel tal mediconzolo che lo accompagnava nella gita di San Nazaro.
—Chi? Il Mattei?
—Sì, appunto il Mattei. Figuratevi come rimanessi di stucco! Essi non mi riconobbero, anzi non guardarono neanche dalla mia parte. Ah, questi signorini sono pure scapati! S'argomentano di far la guerra, e non ne sanno i primi rudimenti. Hanno letto le storie moderne dell'America e dell'India, e non ricordano gli accorgimenti sottili delle __Pelli rosse e dei Thugs__, pei quali un ciottolo smosso, un filo d'erba piegato, sono indizio del passaggio di un nemico. Perchè vivono in un paese civile, costoro non pensano che ci sia da studiare il terreno, e da guardare, verbigrazia, ogni volto di persona in cui s'avvengono di nottetempo. Povera gente! Perciò sono sconfitti, e la loro baldanza va in fumo.
—Ma come mai,—disse il Collini,—come mai il Montalto e il Mattei avevano da trovarsi colà? Non è nemico del nipote, il vecchio Vitali?