—Eh via! Stiamo a vedere che avrete bevuto tutto voi.
—So quello che dico. E prima che io perda a dirittura la bussola, voglio dirvene una, col cuore in mano. Ma sapete, Garasso, che voi siete un vero amico? Quando dicevano che di voi non c'era da fidarsene!—
Il Bello si turbò fortemente a quelle parole; ma Michele, già alticcio com'era, sebbene non avesse bevuto i venti bicchieri che diceva, non si addiede punto del senso che le sue parole avevano fatto sul compagno.
—Chi ha detto ciò?—proruppe il Bello, aggrottando le ciglia.
—Non date retta;—si affrettò a dire Michele, battendo amorevolmente della mano sul braccio del Bello;—non date retta! sono i soliti invidiosi; perchè vi vedono scialarla nella bucolica e andar vestito come un signore.—
Il Bello respirò, e tanto più largamente, quanto più forte ed improvviso era stato il timore che alcuna delle sue malizie fosse trapelata.
—A dirvela schietta. Michele,—rispose egli allora,—io non giudico gli uomini dai cenci che hanno dattorno, come è costume dei cani. Sotto le vecchie ciarpe c'è quasi sempre un uomo dabbene….
—Certo!—interruppe Michele.—Bandiera vecchia fa buon brodo…. Cioè, piglio un granchio a secco; volevo dire gallina vecchia onor di capitano.
—Che guazzabuglio fate voi ora?
—No, non volevo dire nemmeno cotesto. Ma dove diamine ho il capo?
Insomma, dicevamo che i cenci….