Appena Aloise comparve sulla soglia, insieme col suo Pilade, il marchese Antoniotto compose il volto al più lieto sorriso che mai padrone di casa consacrasse all'accoglienza di un ospite ragguardevole, e si affrettò a muovergli incontro e a prenderlo per mano con affettuosa sollecitudine.
—Vi ringrazio, Aloise;—diss'egli,—e permettetemi anzitutto che alla mia età, ed avendo conosciuto il vostro ottimo padre, io vi tratti così alla buona; vi ringrazio dell'essere venuto.
—Signor Antoniotto,—rispose egli, stringendo la mano che gli era offerta,—voi fate troppo onore ad un giovane che non è nulla e non val nulla, se non per l'onorata memoria de' suoi genitori.
—Siete troppo modesto, Aloise. Suvvia! I giovani come voi valgono molti vecchi a mazzo, e dei migliori, perchè hanno la potenza della volontà e il vasto campo del futuro per metterla in opera. Vi ho veduto bambino nelle braccia della marchesa Eugenia, di quella angelica donna che tutti i buoni rimpiangono, e mi doleva di non vedervi in mia casa. Siete un uomo prezioso, voi, e quantunque abbiate ragione a star sulla vostra, io spero che il figlio di Lodovico Montalto sarà amico mio, come era suo padre. Ma anzitutto lasciate che vi presenti alla mia signora.—
Aloise non seppe risponder nulla a quella furia di cortesi parole, che facevano rimaner di stucco il Pietrasanta.—Che novità è questa—pensava egli,—che il tiranno di Quinto mette fuori tanta ed insolita parlantina per la bella faccia del mio amico Aloise?—
Ginevra intanto era seduta su d'un canapè di legno dorato, coperto di raso azzurrognolo, e parecchi cavalieri le stavano intorno, tra i quali il gran ciamberlano, che voleva ad ogni costo mandarla a ballare.
Quel capo ameno del Cigàla dava cortesemente la baia al nobile De' Salvi, dicendo che quella sua ostinatezza a farla muovere di là veniva dal desiderio che aveva di ballare con lei; ma che si desse pace, non essendo egli scritto pel primo sulle ali d'avorio della farfalla.
La marchesa rispondeva ora al Cigàla, ora al De' Salvi, ora ad altri, e trastullandosi col suo ventaglio, guardava il marito colla coda dell'occhio, senza perdere sillaba della sua conversazione con Aloise.
Un sottile osservatore avrebbe potuto notare che la Ginevra s'era fatta rossa in viso, quando il giovine era comparso sulla soglia. Ma questo sottile osservatore non c'era; e quand'anche ci fosse stato, avrebbe dovuto essere molto addentro nei segreti di quella dama, per indagare se fosse il caldo od altra ragione che le colorasse le guance.
—Chi giunge, in compagnia del Pietrasanta?—chiese col solito stento di scilinguagnolo il marchese Onofrio De' Carli, che aveva già lasciato la Cisneri, per mettersi ai fianchi della padrona di casa.