Così dicono i fisiologi dell'amore, intendiamoci bene. In quanto a noi, non rifuggiamo punto dalla immagine della donna che mangia; pure, non ci faremmo mai lecito di invitarla a mangiare, quando fossimo seduti accanto a lei, ragionando di cose più spirituali.
Sebbene la signora Maddalena non avesse ballato, e però mancasse la ragion sufficiente dell'andare alla credenza, ella nondimeno accettò l'invito di Aloise, ma forse più per il desiderio di muoversi un tratto, che non per centellinare una chicchera di __tè__.
Nella credenza era una folla di dame e di cavalieri che avevano finito di ballare, e andavano a rinfrescarsi l'ugola o a rafforzarsi lo stomaco. Tra gli altri, Aloise notò l'amico Pietrasanta, il quale stava discutendo colla marchesa Giulia se fosse meglio un poco di __tè__ o un poco di __lei__, e cavalcava il bisticcio così agevolmente come il suo leardo moscato pei viali dell'Acquasola.
E v'era anche il Cigàla con la marchesa Ginevra. Aloise tremò per tutte le membra, appena la vide. Fino a quel punto egli non aveva pensato a quel che si facesse; era andato ad occhi chiusi: ma al cospetto di Ginevra, i suoi atti innocentissimi gli apparvero pieni di colpa. E infatti, dopo forse venti minuti che l'aveva lasciata, mostrandosi così freddo e contegnoso verso di lei, farsi scorgere con un'altra dama al braccio, lasciar argomentare il desiderio di un'altra presentazione e il naturalissimo accompagnamento di molte sdolcinature, era certamente tal cosa da dare alla marchesa Ginevra un gramo concetto de' fatti suoi, da farle credere, alla men trista, che egli non fosse innamorato di lei.
Ora, quantunque ella non dovesse saper nulla dell'amor suo, questo pensiero appariva orribile ad Aloise. Mentire in una sera a sei anni continui di affetto, farsi stimare tal uomo che potesse vicino a lei innamorarsi di un'altra, ecco il rischio a cui correva incontro il nostro giovine amico. E il pensare a questo risico gli ingarbugliò il cervello per modo, che non seppe rispondere nulla al Pietrasanta, il quale allegramente lo chiamava giudice nella sua controversia.
Uggioso, impaziente nell'animo, ma misurato nei modi, anzi stecchito con la tesa del suo __gibus__ appoggiata alla coscia, egli rimase là, rispondendo a spizzico e stentatamente alle cortesi domande della marchesa Maddalena.
In quel mentre la bella Ginevra si accostò alla Maddalena, e le chiese con piglio amorevole:
—Orbene, hai ballato?
—No, mia buona amica;—rispose la signora Maddalena,—tu sai che il __valzer__ mi dà il capogiro. A te ha fatto bene; guardati nello specchio, come sei bella.
—Ah, Maddalena! E che cosa diranno questi signori, ai quali si ruba la parte?—