Il viandante, che era già a mezza salita, cantava per modo da lasciare intendere com'egli avesse bisogno di compagnia. Veniva su, a passi brevi ma veloci, belando in falsetto una melodia del __Trovatore__.
—Ah…. che la mor….te o….gnor
È…. tar….da nel ve….nir….—
Intanto il Guercio non era stato tardo a scendere e a mettersi in agguato a piè del bastione. E il viandante, già vicino al luogo dov'egli era nascosto nell'ombra, continuava:
—A…. chi de….sia
A chi de….sia mo….o….rir
Leono….ra add….io add….i….o.
—Che bel tremolo!—disse il Guercio in cuor suo.—Se ti sente l'impresario Sanguineti, hai fatta la tua fortuna!—
E come il viandante gli fu giunto a pari, il nostro eroe si spiccò dal muro.
L'altro vide quell'ombra nera e trasaltò; fu per voltar le calcagna, ma il sangue gli si era gelato nelle vene, e le gambe gli ricusarono il loro ufficio.
—Niente paura, signor tenore!—disse il Guercio.—Sono un povero diavolo….
—Che cosa volete?—dimandò l'altro, più morto che vivo.
—Scusi, lustrissimo; vorrei sapere che ora è.