—Mancano, ti dico, e te lo provo. Noi, stando a quel che ci hai posto in chiaro, lavoriamo per la gloria.

—Ah, capisco!—disse il Guercio ridendo.—Io avevo dimenticato l'essenziale. Accanto alla gloria c'è una lasagna bianca, di quelle che si fabbricano in via San Lorenzo.

—Mille lire?

—Sì, certo, mille lire; e notate,—soggiunse il Guercio, volgendosi alla brigata,—che le guadagniamo senza risico, a mo' di passatempo, in mezz'ora di mascherata.

—Sta bene, sta bene;—ripigliò l'Architetto.—Ma quando la si vede, questa lasagna bianca?

—Nell'atto di consegnare la cassettina; non sei contento?

—Ah, meno male, questo si chiama ragionare. E adesso facciamo un pochino di divisione. Tu, come capo….

—Mi contenterò di cinquecento lire;—disse il Guercio. L'esorbitanza delle sue pretensioni gli fece buon servizio, perchè gli altri diedero tutti nella pania.

—Ah, Guercio!—gridarono in coro.—Tu non sei ragionevole!

—Orbene, quattrocento, e crepi l'avarizia! Io sono un buon diavolo, e voglio farvi vedere che non tengo al danaro.