—A proposito di fumo, Teodoro!—proseguì il Pietrasanta, chiamando il servitore, che fu sollecito a comparir sulla soglia.—Apri quella finestra, ma lascia chiusa la persiana, «perchè la brezza mattutina un varco—trovi, e il raggio del dì non ci percuota.—Vanne!» Ed eccovi ora, in disadorna prosa, a che stavo pensando, mio caro Salvani, innanzi che veniste voi. Pensavo a que' due amici inseparabili che Virgilio ha dipinti, Niso ed Eurialo. Ho tradotto dieci anni or sono quell'episodio sulle panche di retorica, e m'è rimasto impresso. Che bella cosa! dicevo tra me; che bella cosa, era l'amicizia ne' tempi andati! Niso ed Eurialo nel Lazio, Damone e Pizia a Siracusa, Oreste e Pilade in Grecia, Castore e Polluce in cielo…. Mitologia, tempi eroici, bellissime cose! Ma di presente tutto è mutato!—
Lorenzo Salvani sorrideva sempre. Il sorriso era stampato, Siam per dire, sulle sue labbra, a dissimulare l'interno affanno, come dissimula il volto una maschera di carnevale.
—Ma che vuol dire tutto questo sfoggio di erudizione?—dimandò egli.
—Vuol dire che a' tempi nostri non ci sono più amici. Non mi dite di no; non parlo per voi, Salvani, che vedo così di rado, e non ne so veramente il perchè; parlo pel signor Aloise di Montalto, giovine biondo e infido, Niso che s'infischia d'Eurialo, Damone che manda Pizia a quel paese, Oreste che…. Non ridete Salvani! Sono venti giorni, senza mettere in conto questo, incominciato appena, che Aloise non viene da me, e quando io vado da lui, non lo trovo in casa.
—Diamine! E così, sono venti giorni che non lo vedete?
—Oh, non dico già questo. Qualche volta lo vedo, ma è una fortuna che io debbo guadagnarmela con gravi stenti, con lunghi pellegrinaggi, come a' tempi delle crociate.
—Ah, capisco,—disse Lorenzo;—c'è qualche donna di mezzo.
—Sicuro, una donna. Oh le donne, le donne! __Gens inimica mihi tyrrhenum navigat aequor__!—gridò il Pietrasanta, con più enfasi di Giunone nel suo abboccamento con Eolo.—Ma scusatemi, Salvani; per raccontarvi i miei mali, dimentico che siete probabilmente venuto per parlarmi d'altro.
—No, appunto venivo da Eurialo perchè non avevo trovato Niso in casa.
—Ah, vedete? Ci ho gusto che vi sia toccato quello che tocca a me. Ma ditemi, può fare Eurialo quello che avrebbe fatto Niso, e con tanto piacere, per voi? Son tutto vostro, Salvani.