—Buon giorno, signora Momina; è in casa suo marito?

—Sissignore, è in casa; ma il poverino è ancora nel primo sonno. Questa notte, per far servizio a Vossignoria, come mi ha detto, è venuto a casa molto tardi. Ma non dubiti, corro a svegliarlo.

—Brava! gli dica che si spicci, perchè ho fretta.—

La signora Momina andò nella camera da letto a scuotere il marito, che borbottò un poco e bestemmiò per giunta; ma quando ebbe udito che c'era il magnifico dottor Collini ad aspettarlo, fu pronto a sedersi sul letto e a stropicciarsi gli occhi.

—E così, signora Momina, come vanno le faccende?—chiese il Collini alla femmina, quando ella tornò in sala a fargli compagnia.

—Oh, non c'è male; io non posso lagnarmi della fortuna. A proposito, sono già stata questa mattina dal signor Bonaventura. Quello è un uomo che si alza per tempo! Tra l'altre cose che ho potuto raccontargli ce n'è una, la quale egli mi ha detto di riferirla a Vossignoria; e sebbene io non sappia quanto le possa premere….

—Dite, dite! Di che si tratta?…

—Si tratta di una cameriera alla quale sono andata a far le carte ieri mattina, di là dall'Acquasola. Costei ci ha un suo innamorato, del quale voleva conoscere la fedeltà, e mentre stavamo nella sua camera a fare il giuoco, è sopraggiunta la padrona, una gran dama, che ha voluto fermarsi a vedere, e poi le è frullato in capo che indovinassi qualcosa anche a lei.

—E come si chiama questa signora?—chiese il Collini.—Se il signor Bonaventura vi ha detto di raccontarmi questa, gli è segno che mi sarà necessario di conoscere i personaggi.

—È la contessa Cisneri;—disse la signora Momina,—una bionda….