—Diavolerie! perchè mo'! Non è tutta roba creata
da Dio?

—L'acqua di Colonia?

—Questa, no, ma gli elementi dei quali è composta;—seguitò Bonaventura, che in quel giorno e a quell'ora aveva voglia di scherzare.—E quando la si adoperi con buone intenzioni…. Non si veste Ella, non si mette in fronzoli, per andare alla chiesa? Dico fronzoli così per dire; ma la gala nel cuffiotto….

—È vero, padre!—disse la governante con aria contrita;—non ci avevo pensato. E poi, male non fare….

—Paura non avere;—conchiuse il gesuita.—Vada ora alle sue faccende, signora Marianna, e quando verrà il dottor Collini, che non può star molto a giungere, lo faccia entrare da me.—

Ciò detto, Bonaventura s'avviò alla sua camera da studio. E la signora Marianna, dall'altro lato, prese la via della cucina borbottando, fino a tanto potè argomentare che la udisse il padrone: che brutta gente! dar molestia alle perone che vanno per la loro strada!—

Ma quando ella fu giunta in un'altra camera di là dal corridoio, e si richiuse l'uscio dietro, la timorata governante mutò solfa ad un tratto, dicendo ad un tale, che sbucava allora allora dalla viottola d'un letto, tutto ingombro di biancheria, dietro il quale s'era rimpiattato:—L'ho risicata bella, per voi! Quando smetterete di fumare que' vostri sigaracci?

—O come?—esclamò l'altro, parlando con quell'accento sommesso che era consigliato ad ambedue dalla presenza del padrone in casa;—e non me li avete dati voi, questi sigari? Di che cos'era, forse di ravanelli, quel mazzo che m'avete regalato oggi, pel mio giorno __monastico__?

—Sì, sì!—disse Marianna, dandogli sulla voce.—Fortuna che non mi sono perduta d'animo, e quando m'ha chiesto donde venisse quell'odor di tabacco….

—Che cosa gli avete risposto?