Mastro Pasquale era frattanto arrivato in bottega, dove s'aspettava di veder Michele coll'altro «della gazzetta», ma dove non vide altri che il suo fattorino, giovine allocco che se ne stava guastando colla sgorbia un pezzo di legno di tiglio, per farne non sappiam quale balocco.

—E così, non c'è nessuno?—dimandò il legnaiuolo.

—Sì, principale, ci son io.

—Lo vedo, babbaccione, che ci sei tu. Dico se non c'è stato ancora nessuno.

—Sì, c'è stato il Trinca che andava all'osteria a pigliarsi una zuppa, e voleva darvi il buon giorno.

—Va là, bietolone; chi ti domanda del Trinca? Ti domando se è venuto nessuno che avesse bisogno di parlarmi.

—Ah, ho capito; sì, c'è stato uno, ma il nome non
lo so.

—E se n'è andato?

—Sì, principale.

—Senza lasciar detto nulla?