Ma ogni estasi ha il suo fine; se così non fosse, avremmo in terra le beatitudini del paradiso. Al signor Salati fu interrotto quel passatempo dolcissimo da un colpo discretamente battuto sull'uscio. Egli raccolse in fretta gli amici a manipolo, e destro come un giocoliere, li fece scorrere in un cassetto dello scrittoio, che tosto richiuse, in quella che per pigliar tempo, domandava con voce melliflua:
—Chi è?
—Son io, Salati.
—Ah, il nostro dottore!—disse il Salati, aprendo l'uscio al compare
Collini.—Appunto vi aspettavo, per chiudere il banco.
—Orbene?—entrò subito a dimandargli il dottore.
—Tutto fatto a dovere.
—Ah finalmente!—esclamò il Collini, traendo un sospiro di contentezza.—E come l'ha presa l'avvocato fiscale?
—Che avvocato? che fiscale?—strillò il Salati,
ghignando.
—Credevo ci foste andato subito;—disse l'altro.
—No, no; e neanche m'è bisognato andare in cerca del Marsigli.