—Ma che cosa avete fatto? Suvvia, parlate, non mi tenete sulla corda!—gridò impazientito il Collini.

—Chetatevi! chetatevi! Ora vengo al busilli. Non volevo darvi la nuova così d'un tratto. Io, vedete, sono un uomo flemmatico: e tuttavia sono stato ad un pelo di rotolar dalle scale, per la contentezza, e di sgualcirmi il soprabito. Egli è ben vero che le scale del palazzo Teirasca non sono come le nostre, e ci si potrebbe ruzzolare vestiti di bianco, senza paura d'insudiciarsi!…—

Il Collini, che già si sentiva soffocar dalla stizza, gli volse le spalle e andò a sedersi sopra un divano, dove depose, anzi buttò con piglio sdegnoso il cappello.

—Ma parlate una volta!—gridò egli più forte.—Che importa a me del vostro soprabito? Le cambiali, dove sono?

—Ih, che furia! Eccole qui, le vostre cambiali, anzi qualcosa di meglio che le vostre cambiali.—

E andato alla scrivania, presso cui fu sollecito a seguirlo il Collini, l'ometto giubilante aperse il cassetto, raccolse nelle palme i biglietti che v'erano caduti poco prima alla rinfusa, e li lasciò ricadere sulla tela incerata.

—Eccoli!—diss'egli.—Sono cento; contateli; cento biglietti, bianchi come la neve, biglietti da mille, e puri di macchia, non già col peccato originale della firma falsa, come le vostre cambiali. Cento da mille, fanno centomila, e quel che è più strano, che sa di miracolo, venuti ventiquattr'ore avanti la scadenza. Ma che c'è? che cos'avete, Collini?—

Il Collini, veduti i biglietti, era rimasto come fulminato, e, sentendosi venir meno le forze, s'era lasciato cadere su d'una scranna. Alla dimanda del Salati non rispose parola; forse neppure la udì, tanto era turbato.

V'ebbero alcuni minuti di silenzio, non interrotto che dal respiro affannoso del medico e dallo strofinìo dei biglietti che il Salati andava rimettendo in ordine, da quell'ometto aggiustato ch'egli era. Il Collini che s'era messe le palme alle tempie e stringeva forte quasi per tema che avessero a scoppiargli, finalmente si volse al compagno, e con occhi stralunati, con voce soffocata, gli chiese:

—Ma ditemi, per l'anima mia, com'è ciò avvenuto?