—Io,—si affrettò a dire la marchesa, che non poteva più sostenere la battaglia a monosillabi,—l'ho tratta ieri dal monastero.—
Un fulmine scoppiato a' suoi piedi non avrebbe fatto più colpo sull'animo del Gallegos, di quello che gli fece la risposta, buttata là a precipizio, della marchesa di Priamar.
—Voi!—esclamò egli, balzando dalla scranna.—Voi avete fatto ciò?
—Io, sì!—proruppe la marchesa;—io, che non potevo resistere più oltre allo strazio di quella povera creatura.
—Siete voi pazza?
—Sono madre!
—Ah sì, lo avevo dimenticato!—ringhiò con accento di profonda amarezza il gesuita.
E senza badare alle buone creanze, si diede a passeggiare concitato nel salotto, collo sguardo basso, i denti stretti e i pugni chiusi sul petto, come un lottatore che si prepari alla riscossa. Ma veramente egli non sapeva come avrebbe potuto rifarsi; mille pensieri gli turbinavano confusi pel capo; il sangue gli gonfiava le vene pel collo toroso, e gli martellava alle tempie.
Passeggiò a lungo in quel modo; indi, come un uomo che abbia preso una deliberazione, mosse impetuoso verso la signora, e si piantò dinanzi a lei con un piglio feroce che la fece dar indietro sbigottita, e con un accento da cui trapelava tutta la rabbia ond'era invaso, le dimandò:
—Dove è ora, la figlia di Paris Montalto?