—Una cosa, sicuro, una cosa che non patisce confronti, nemmeno col sole e coll'altre stelle, perchè essa è la cosa più divina dell'universo. E te lo provo, come due e due fanno otto.

—«__Io ti dimostrerò con belle prove__»—canticchiò Marcello Contini, dall'altro capo della tavola,—«__Che la terra si bagna allor che piove__.»

—Chètati, Orfeo!—gridò il Lorenzini.—Io dico e sostengo, anche se m'aveste a pigliare per un poeta, che la donna è cosa tutta divina, o poco meno. Ne ho veduta una, quest'oggi, in via Luccoli, per la quale darei, Dio mi perdoni, tutte le ostriche che sono ancora nel piatto.

—Bello sforzo!—esclamò il Giuliani.—Ce n'hai lasciate sette.

—Anzi, mi piglio anche queste, e proseguo. Credete alla Sacra
Scrittura?

—Siamo gente battezzata!—rispose per tutti il gran maestro Dodero.

—Orbene, narra la Sacra Scrittura che Iddio in principio creò il cielo e la terra….

—__Avocat, passez le déluge!__

—Non posso, Giuliani; non posso uscire dalla
Genesi.

—Tanto meglio, poichè, in tal caso, avrete posto mente che Iddio creò la terra, ogni specie d'animali, e l'uomo medesimo, colla grossa materia, contentandosi, per quest'ultimo, di soffiargli addosso.