IX.

Dove si chiarisce la bontà del metodo induttivo.

—Se si può!—ripetè capitan Dodero.—Si può sempre, purchè se n'abbia voglia.

—Anzitutto, bevi!—soggiunse il Contini, mescendogli nel suo bicchiere.

—Le tue bellezze; grazie!—rispose l'Assereto, accostando il bicchiere alle labbra.

—E raccontaci che cos'è avvenuto di te,—entrò a dire il
Lorenzini,—che non t'abbiamo più visto da due giorni.

—Lo saprete insieme colle cose gravi per le quali sono venuto stanotte.

—Ah, gli è vero: parliamone dunque, e subito.

—__Paulo majora canamus!__—disse il Giuliani.—Eccoci ad ascoltarti.—

Ed egli, e gli altri tutti, si raccolsero nel più profondo silenzio per udire le cose gravi dell'amico Assereto. Questi non entrò subito in materia, e, fosse per meglio disporre gli animi a prestargli attenzione, o fosse per non dipartirsi da certe loro consuetudini di conversazione, si trattenne in quella vece a fare alcune dimande, in maniera d'esordio.