—Non importa; va dalla signora, e dille che c'è il Giuliani, il
Trovatore.

—La padrona è a letto.

—__Ma veglia la sua donna__!—ripigliò il Giuliani con accento melodrammatico.—Va ad ogni modo, e dille che Giuliani, il Trovatore, o Alfredo, se più le torna gradito, è qui, ed ha bisogno di parlarle.—

E siccome la donna borbottava dietro l'uscio, Alfredo, o, se più vi garba, il Trovatore, soggiunse a mo' di perorazione:

—Bada, vecchia, se non fai l'ambasciata, la __regal signora__ ti manderà a spasso. Se la fai, contenti la padrona e ricevi da me dieci lire, in premio «__del celere obbedir__».

—Vado!—disse la voce, rabbonita ad un tratto.

—«__All'idea di quel metallo__»,—canticchiò Marcello tra i denti.—Ma l'ora è già tarda, e la vecchia non aprirà.

—Oh, ci aprirà!—disse il Giuliani.—Se poi non aprisse, non m'importerebbe una saetta. L'esito del picchio ha messo in chiaro che egli non è ancora venuto, e noi potremmo aspettarlo nelle scale. Già, egli, per solito, viene verso le tre, dopo essere stato alla bisca.—

Mentre così ragionavano, tornò la fantesca ed aperse l'uscio.

—Entri;—diss'ella, tirandosi da un lato, colla lucerna in mano;—la mia padrona si veste. Ma quest'altro signore….