—Non temere, è un amico mio, e della signora. Prendi, Gabrina!

—Mi chiamo Rosa, a' suoi comandi!—soggiunse la donna.

—Non importa; io ti chiamo Gabrina. Eccoti il battesimo!—disse il
Giuliani, mettendole in mano un mezzo marengo.

—E questa è la confermazione!—aggiunse il Contini, che aveva stimato opportuno di raddoppiare la dose.

—Grazie! Pregherò il Signore per le loro
Eccellenze.

—Brava!—esclamò il Giuliani.—E procura di ottenere che non ci mandi in un luogo dove ti s'abbia a trovare.

—Ella ha ragione; son vecchia, e le vecchie non le vuole nemmanco il diavolo.

—Per risparmio di legna, perchè no?—le disse di rimando il Giuliani, in quella che la seguiva dall'anticamera nel salottino.—Vanne, Gabrina, e dormi i tuoi sonni tranquilli.—

La fantesca uscì sorridendo e facendo inchini a quei due gran signori. Intanto, il Giuliani, andato alla volta di un uscio che metteva alla camera della padrona, accostò il viso alla toppa, non già per guardare dal buco, ma per mandar queste parole alla diva del santuario.

—Violetta, ve ne prego, non istate a farvi troppo bella; se no caschiamo in tentazione.