—Ah, tu lo intendi, che a noi non metterebbe conto di risicar la galera per un furfante della tua risma? Ci ho gusto, perchè intenderai altresì quello che io sto per dirti. Abbiamo tre vendette a fare su te, e le faremo tutte e tre se pel tuo meglio non ti disponi a parlare. Quella furia di tua moglie saprà le tue marachelle per filo e per segno e ti concerà lei pel dì delle feste. Poi, siccome io non fo il giornalista per nulla, e ci ho il mio ripostiglio di segreti come tu di roba di malo acquisto, metterò, innanzi che tu possa uscire di qui, la polizia sulle orme di certi negozi che sai. Inoltre, racconterò le tue gesta a coloro che tradisci, apostolo del fico, spione ribaldo. E credi che nessuno ti accopperà, quando io abbia parlato, e quando pure, poichè lupo non mangia lupo, tu avessi scampato l'ergastolo?—

Alla progressione delle minacce aveva risposto una progressione di paura. Il Garasso che sotto il peso delle parole del Giuliani si era fatto piccin piccino sulla scranna, si provò infine con accento supplichevole a dirgli:

—Grazia! grazia! Non mi rovini, per carità….—

Il Giuliani stette immobile e muto alcuni istanti a contemplare quel mucchio d'ossa e di colpe; crollò le spalle, fece colle labbra un verso, come di nausea; quindi si rifece da capo all'interrogatorio.

—Dov'è la sorella di Lorenzo Salvani?

—Non lo so.

—Non lo sai? Bada a te!…

—Non lo so, signor Giuliani; come è vero Dio, non
lo so.

—In bocca tua,—entrò a dire il Contini,—potrebb'esser questa una restrizione mentale.

—Per che cosa ho da giurarlo?—gridò il Bello.—Per tutto quanto c'è di più sacro….