— Sta bene, — soggiunse Helel, — e fu mercede regale. Perchè ti duole che io lo ponga in sodo, se è vero? —

Ugo non seppe risponder più verbo; ma il suo labbro, seguendo un intimo pensiero, mormorò sommessamente: — povera donna!

— Sì, povera donna, tu l'hai detto! — continuò lo spirito. — Povera donna, invero, poiché oggi ella vedrà Fiordaliso, Fiordaliso che non si è mosso fino all'alba dal luogo ove cadde svenuto, Fiordaliso che ha riconosciuto il suo diabolico competitore nella gaia [pg!178] scienza, Fiordaliso che ha letto, poichè io gliel'ho lasciato da' piedi, il messaggio di lei, e le chiederà perdonanza di non avere scalato il verone....

— Ah! — sclamò Ugo atterrito. — Ed ella?...

— Ella! — sentenziò lo spirito della luce. — Il morir subito le sarebbe ventura.

— Helel! te ne supplico!... Vedi, io stringo le tue ginocchia. Non ho più nulla a profferirti; ma se avessi cento vite e cento anime, io le porrei a' tuoi piedi. Helel, non uccidere quella donna, non fare ch'ella abbia ad arrossire di sè!

— Che mi domandi tu ora? — rispose Helel. — Vedi, io non posso mutar nulla quaggiù. Quello che avvenne tu l'hai voluto. Io ti ho mostrata la verità; ti ho fatto scorgere, sceverare l'apparenza dalla realtà, oltre il costato de' tuoi simili, come si scorge la luce, scomposta in sette colori, attraverso le facce d'un prisma. Per te ho potuto rinnovare l'inganno delle forme mentite; altro non è in mio potere. Torniamo a noi. Vivi, e tienti l'anima tua! Ricordi quel ch'io t'ho detto, la prima notte, in questo luogo medesimo? «Io non ti pongo alcun patto; non ti chieggo l'anima tua; non ti pungerò una vena perchè tu abbia a sottoscrivere una carta; Aporèma è cavaliere, e non un giudeo che presti ad usura.» Io, insomma, ho adoperato con te come col primo Ugo, col tuo grande antenato; ti ho servito senza mercede; ti ho dato la sapienza; fanne tuo pro'; sei forte, e l'uomo forte può dominar l'universo.

— No, mille volte no! — disse Ugo ricisamente; — tornar nella vita, dopo tutto ciò che ho veduto, non franca la spesa.

— E scegli dunque il morire? —

[pg!179] Meravigliato, Ugo guardò fiso in volto il suo interlocutore.