— Per l'ultima volta, da senno?

— Sì, per tutti i miei affetti contristati, per l'angoscia ineffabile che mi siede nel cuore, per la vanità della mia esistenza, te lo giuro!

[pg!183] — Sia fatta la tua volontà; nel primo lampo di folgore che solcherà l'aria, noi partiremo. Ma in questa partenza è l'ultimo saluto di Helel. La sua dimora è sulla terra; egli non ti seguirà dove vai.

— E dove andrò io dunque?

— Non so! — disse lo spirito, a cui il volto si dipinse di profonda mestizia.

E raccolto Ugo il felice nelle sue braccia, gl'impresse sulla fronte il bacio dell'addio.

Il bagliore d'un lampo illuminò in quel punto la camera; la folgore scoppiò sulla torre del Negromante, che crollò con orribile frastuono dalle sue fondamenta.

[pg!184]

[CAPITOLO XIX.]

Qui si narra dell'ultima sbevazzata di frate Gualdo cisterciense.