Ave color vini clari!

Ave sapor sine pari!

Tua nos inebriari

Digneris potentia.

E tutti in coro, seguendo il ritmo e imitando la voce nasale del sacro cantore, ripeterono il ritornello:

Tua nos inebriari

Digneris potentia.

— La seconda strofa! la seconda strofa, Tebaldo!

— Riempite le ciòtole e ci vengo:

Primum gotum bibe totum!

Ad secundum vide fundum!

Tertium erit sicut primum;

Et sic semper bibe vinum.

— E adesso, figliuoli, tutti in coro, da bravi!

Bibitores exultemus

Vinum bonum quod habemus;

Adaquantes condemnemus

In æternam tristitiam.

Amen! — cantò istintivamente fra Gualdo.

E tutti a ridere sgangheratamente, in quella che il loro Sileno vuotava d'un fiato la ciòtola.