Chi può rassegnarsi a vivere, se tale è la vita? Aporèma soltanto; egli, l'eterno filosofo, egli che preferisce il sapere al godere, egli che è entrato nel segreto del creatore, egli che vede i congegni da vicino, e ride, egli che sta beffardo a cavalcioni sull'arcobaleno e ne considera il nulla, egli che può dire all'eterno vecchio di lassù:
Quanto la vostra mano dispone,
Per me segreti, Sire, non ha;
So quanto valgono cose e persone,
E niun sul prezzo gabbo mi fa!
Chi è questo pellegrino che sa tante cose, e fa [pg!51] cantar Satana non dissimilmente da ciò che canterebbe egli stesso, se venisse a trovare il suono ed il motto al mio desco ospitale? Certo, gli è un uomo che ha molto patito, e oramai non crede più in nulla. Ma che prova cotesto? Uomini tristi e donne senza cuore ce n'ha in copia nel mondo, ed egli può essere capitato tra i peggiori... Sì, ma intanto chi di noi può asserire: io metterò lo sguardo sopra i migliori? E perchè siamo noi condannati, nella ricerca della felicità, ad andare sempre tentoni, incespicando ad ogni piè sospinto e fallando così di sovente la strada?...
Su questa china correva a precipizio lo spirito d'Ugo, e per tal guisa correndo, giunse molto più lunge che io non racconto, fino a che non si fermò sbigottito sull'orlo di un abisso, in fondo al quale non erano già più le teoriche vaporose, ma le spiccate immagini degli amici e di tutte le cose più caramente dilette al cuor suo. Si fermò, dico, e volendo distoglier la mente da quelle moleste fantasie, si voltò sull'altro fianco, innalzando il pensiero ad altre immagini più leggiadre, a quel sogno d'uom desto ch'egli soleva procacciarsi ogni sera, anello consueto tra la veglia ed il sonno.
Ognuno dei nati alla mestizia, ognuno ha questo sogno prediletto, questo castello in aria, a cui consacra l'ora più solitaria e più soavemente tranquilla delle sue tristi giornate. Per taluni questo sogno è d'ambizione soddisfatta; per altri è d'amore; comunque sia, per un istante le ree necessità del vivere quotidiano spariscono; gli ostacoli si sormontano; gli abissi si colmano; Prometeo giunge al sole, rapisce la scintilla ed anima la creta più ribelle ai [pg!52] suoi voti. Non è visione di dormente; è speranza, è potenza di desiderio che foggia a sua posta il futuro; o si direbbe piuttosto che la mente additi al cervello, al suo organo obbediente, quello ch'ei dovrà raffigurarle come vero tra un'ora, i sorrisi, le carezze, le gioie superbe che egli dovrà recarle in tributo.
Ora il conte Ugo, rifacendosi al suo leggiadro vaneggiamento d'ogni notte, pensò alla donna de' suoi pensieri, a Giovanna di Torrespina.
Quel giorno, siccome si è detto, egli era andato a falconare, ed aveva cavalcato una ventina di miglia più lunge, fino al castello dei Torrespina. Quel giorno la bellissima donna aveva rallegrata di sua presenza la caccia, ed egli era stato lung'ora al suo fianco, misurando il passo del suo generoso Aquilante su quello di Mirza, la bella giumenta saracina, che portava il dolcissimo peso della donna adorata.
Per un tratto la comitiva s'era sparpagliata qua e là, seguendo ognuno le fasi della caccia e il desìo naturale del correre; e conte Ugo era sempre a fianco di lei, col suo randione sul pugno.
Egli amava Giovanna come donna non fu amata mai sulla terra, con veemenza di passione e ritegno ad un tempo. Il desiderio gli lampeggiava dagli occhi, e le sue labbra, che timide non erano per fermo, si contentavano a dirle: «vi amo, madonna.» Un affetto vigoroso e profondo ha di cosiffatte soste, pari alle calme oceaniche, le quali rattengono per mesi interi, e quasi nel punto medesimo dell'onda tranquilla, il legno paziente, che poi, al primo soffio di un'aura seconda, naviga a golfo lanciato, per trovar nuova terra o affogare.
[pg!53] E Giovanna di Torrespina non era sorda all'affetto di Ugo. Sebbene ella non avesse mai risposto parola a quelle frasi che gli prorompevano dalle labbra nell'impeto delle sue adorazioni, egli bene intendeva d'esser ricambiato da lei, e ciò poteva bastargli, fino a tanto durasse quel periodo di calma oceanica che sopra s'è detto.