— Quale? — dimandò Giovanna di Torrespina.

— Il cuore, madonna, il cuore! — fu pronto a rispondere Ugo.

Or questo dialogo, avvenuto la mattina nel bosco, si ripeteva la notte nella fantasia del signore di Roccamàla. E pensando al suo motto, ei ricordava eziandio che madonna era rimasta silenziosa.

Ma invero, come avrebbe ella potuto rispondergli? Appunto in quel mezzo, tornava a spron battuto, per cercar di loro, il conte Corrado di Torrespina.

Sì, la ragione era grave; ma se la venuta del Torrespina aveva interrotto il discorso e tolto a madonna di rispondere, ella ben poteva volgergli uno sguardo nel quale egli avesse a leggere quella dolce promessa, che da tanto tempo implorava con tutte le potenze dell'anima sua.

Ah! e perchè non aveva egli ottenuto quello sguardo da lei?...

Dimanda che uscitagli appena dal cuore gli si voltò contro, a guisa di aspide calpestato, e lo morse; dubbio che mandò un lampo di luce sinistra nelle tenebre della sua mente, e gli fe' credere di avere indovinato [pg!56] il perchè quella notte e' non avesse potuto pigliar sonno pur anco.

Pensare cotesto e balzar dal letto gittando le coltri lunge da sè, fu un punto solo.

— La mia anima è triste! — diss'egli ad alta voce, come se avesse altri nella camera che dovesse udirlo. — Non dormirò questa notte! —

E sceso il gradino del letto, si diede da capo a passeggiare per la stanza. Ma la testa gli ardeva; il sangue martellava alle tempie; però, come fu giunto alla strombatura di una finestra, aperse le imposte e si affacciò sul verone a respirare l'aria fredda della notte.