— Entrate, messer lo conte! Voi siete in casa mia, e mi sa grado di potervi rendere quella ospitalità di che mi foste cortese stasera. —
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[CAPITOLO VI.]
Nel quale si legge come il romèo non fosse altrimenti un romèo.
Il conte Ugo entrò allora nella camera, e il primo suo atto fu quello di volger gli occhi in giro, quasi cercando le tracce di quel bagliore che avea visto da fuori. Ma nulla era mutato in quel luogo; nulla ei potè scorgervi di nuovo. Il letto, di legno di quercia, era nascosto nell'ombra, in fondo alla camera; un grosso stipo ferrato s'innalzava alla parete di rincontro all'uscio; tutt'intorno si vedevano grandi seggioloni neri, con le spalliere di legno rozzamente intagliate a fogliami, coi sedili e i bracciuoli di velluto, fermato agli orli da borchie di ottone. Le pareti, poi, erano coperte di cordovano; ma qua e là le ingiurie del tempo avevano fatte larghe fenditure nel cuoio, e gli strambelli pendevano arrovesciati, fida stazione ai ragni che tra essi e la parete andavano filettando le lor tele ingannatrici.
Una lucerna di bronzo sorgeva, avanzo d'altri tempi, su d'un canterano di fianco all'uscio, mandando una luce fioca a pochi passi discosto. Tutto era quiete e silenzio nella famosa camera del Negromante.
Dopo aver considerate tutte queste cose e dopo esser giunto fino al letto, i cui guanciali non apparivano neanche toccati, il conte Ugo si volse al pellegrino che si era fermato presso l'uscio, e col [pg!61] braccio appoggiato sul canterano, la persona appoggiata sul braccio, le gambe incrocicchiate, lo stava attentamente guardando.
Egli v'ebbe tra i due un istante di muta contemplazione, o, a dirla più veramente, d'interrogazione scambievole. Ma il pellegrino fu più forte del conte, poichè seguitò a tenergli addosso le ciglia senza far motto; laddove Ugo, non potendo sostenere più oltre quella strana guardatura, entrò turbato a chiedergli:
— Chi sei tu? perchè ho io veduto uno sprazzo di luce da questa finestra?
— Messer lo conte, io non so dirvene nulla; — rispose sorridendo a suo modo il pellegrino — e penso piuttosto che quella luce di cui parlate si sia fatta nella vostra mente, e vi sia parso di vederla apparire di fuori. —