[pg!124] Queste di Morello erano parole che volevano una pensata risposta, imperocchè da essa dipendeva, non pure il dialogo di quella sera, ma la sorte sua presso di lei.
Madonna lo guardò, ma senza sdegno; chinò i grandi occhi di smeraldo; tornò a volgerli su lui; quindi con piglio solenne, stendendo la mano in atto di far giuramento, gli disse:
— Morello di Monferrato, se uomo al mondo potessi amare tuttavia, voi sareste quel desso. —
Egli cadde ginocchioni, afferrò quella mano, e la cosperse di baci e di lagrime, senza che ella pensasse a ritrarla.
— Ma voi non morrete, — proseguì ella, — voi non morrete, cavaliero gentile, nato alle grandi imprese, per cui va giustamente famoso il vostro legnaggio. Il mondo ha dovizia di donne, più di me a gran pezza leggiadre, ed ognuna di esse sarà superba dell'amor vostro. Che potrei darvi io, in quella vece? Il mio cuore, divorato da una profonda amarezza, non ha più luogo per l'affetto. —
L'anima di Ugo di Roccamàla suggeva avidamente quelle meste parole; ma il cuor di Morello era triste; e Morello ed Ugo, la carne nuova e lo spirito antico, furono ad una per dire a Giovanna:
— Oh, io non amerò mai altra donna che voi!
— Mai! — ripetè Giovanna, sorridendo malinconicamente. — La è una grave parola. Chi ardisce dir «mai» quando non è alcuna fidanza del futuro, e nulla è durevol quaggiù?
— Voi stessa, — rispose prontamente Morello, — voi stessa che dite nel vostro cuore non essere più luogo all'affetto, come se la carne inferma non potesse risanare, come se....
[pg!125] — Tacete, messer Morello, tacete! E per ricordarvi di me, togliete questa sciarpa di verde zendado, che cingerete, se pur l'avete in qualche pregio, intorno al vostro giaco di maglia, e che io desidero abbia a portarvi ventura. —