— L'abito non fa il monaco! — sentenziò il nuovo venuto. — Chiedetene al vostro reverendissimo sozio.

Eheu nimirum! — soggiunse fra Gualdo, facendo occhi da santo. — Sì, certamente, voi dite il vero, messer cavaliero; siamo tutti peccatori, e il glorioso san Bernardo, nostro patrono, fu il primo a dire....

— Ma insomma, — gridò il castellano, dando sulla voce a frate Gualdo e al suo glorioso patrono, — che chiedete voi, messer cavaliero, al nome di Dio?

— Ah! — disse tranquillamente l'interrogato. — Ciò che mi ha condotto quassù, risguarda un vecchio strozziere, e mi vedo in quella vece dinanzi ad un conte. Me ne duole, per verità, dappoichè gli è un negozio d'alto rilievo.... —

Benedicite, che già stava per mandarlo in falconeria, mutò subitamente consiglio a quelle parole dello sconosciuto.

— Messere, — diss'egli, andando, come suol dirsi, a cercar le frasi col fuscellino, — io veramente.... poichè ciò che avete a dirci è cosa d'alto rilievo.... non vi sarà ignoto quali siano, e come variabili, i giuochi della fortuna.... Tempora mutantur, et nos mutamur in illis.

Oh dictum bene! — soggiunse fra Gualdo, con la sua arietta beata.

[pg!146] — Che vuol dir ciò? — chiese lo sconosciuto. — Io non v'intendo....

— Non sapete di latino, a quel che pare! Orrevole idioma, il latino; e bisognerebbe non parlarne mai altro, perchè avesse finalmente a rifiorire da noi. Io, vedete, vecchio qual sono, ho ripigliato a studiarlo, insieme con questo reverendo amico.... Ma lasciamola lì, se non vi garba. Volevo dirvi, con quella mia citazione, che io sono.... quel tale di cui cercate, e sono altresì il signore di Roccamàla. La qual cosa vi sarebbe chiarissima da un pezzo, se non veniste, come dite, a longinquis regionibus; e sapreste del pari che di questo dominio avrò tra non molto l'investitura dallo imperator di Lamagna, al quale ho mandato....

— Sì, sì! — interruppe lo sconosciuto. — Questo io so bene, quantunque venga a longinquis.... come voi dite. Gli avete fatto il presente, per renderlo propizio alla vostra dimanda, de' più leggiadri e destri randioni che il gran maestro de' cavalieri di Malta avesse mandato a suo nipote, il conte Ugo, che Domineddio l'abbia in gloria! Ma egli sarà un donativo sprecato, ed io vi giuro per la mia fede di cavaliero, che non avrete il diploma di Cesare.