— Ah! — sclamò Fiordaliso, che avea finalmente riconosciuto Aporèma. — Il pellegrino di Roccamàla! —

E cadde al suolo, tramortito dallo spavento.

— Il bighellone! Mi ha riconosciuto alla perfine; gli era tempo! Ugo, figliuol mio, che fai tu ora? Animo, animo! Non vedi lassù.... da quel verone?....

— Io non vedo nulla. La luna è nascosta....

— Guarda più attentamente; c'è lassù un'ombra bianca. La vedi tu ora? Sta bene; e sai tu che faccia?

— Or via, dillo, che fa?

— Rafferma alla balaustrata una.... Mi duole in [pg!161] verità di avertelo a dire; ma, tanto e tanto, l'avevi a sapere.... Anche questo messaggio può fartene testimonianza....

— Ma dimmi, alla croce di Dio, che fa ella ora?

— Oh, una cosa da nulla! Le sue mani delicate raffermano il capo di una scala di seta, che spenzola nel fosso.

— Ah! per costui? — urlò conte Ugo, mordendosi le mani.