— Vedi, eh, che fior di galantuomini ci abbiamo noi per le mani? — gridò Raimondo con aria di trionfo. — Come si fa a non amarli, a non andar magari nel fuoco per essi?
— Vero, vero; ma io....
— Ma tu non sei convinto, ora, non sei persuaso della impossibilità di dare indietro?
— Vorrei contentarti; lo sa Iddio, se vorrei; ma non posso.
— Non puoi? Di' che non vuoi. Le tue ragioni le ho già combattute una volta, e vinte. Perchè ritorni alla carica? Ti avverto, caro, che io non posso seguirti. Non fo il burattino, io. Voglio la tua felicità, finalmente. Non ami tu Margherita?
— Sì, — gridò Filippo, infiammandosi, — l'amo, lo sai, l'amo con tutte le forze dell'anima.
— E allora che ti trattiene? Avresti tu qualche vincolo.... d'onore, che io non conosco? —
Filippo fece ripetutamente un gesto di assenso.
[pg!198] — Ti torna in mente un po' tardi, se mai. Ed è una persona libera, a cui tu debba dare il tuo nome? —
Filippo rispose con un gesto di diniego.