[pg!216] Livia si morse le labbra a sangue.
— Che scioccheria! — gridò, esasperata. — Ma che ti salta in mente di far dei felici a loro malgrado?
— A loro malgrado? — ripetè Raimondo. — Spero di no. Si amano tanto! —
Quelle parole, con tanta calma proferite, giunsero aspre al cuore di Livia, acute, cocenti, come un ferro arroventato. Si era rizzata sulla vita, puntando una mano sul letto e con voce stridente gridava:
— Si amano, hai detto? Egli ama dunque davvero quella donna? E non la dote?
— Ma che dote! Ne abbiamo già discorso una volta, e speravo di averti disingannata su questo proposito. L'ama, ti ripeto; me lo confessava ancor ieri; l'ama di un amor disperato.
— E sia; — riprese ella, fremente. — Ma il tuo Aldini non può sposar quella donna.
— Perchè? — domandò Raimondo. — Che vincoli lo potrebbero trattenere?
— Vincoli, o riguardi da buon cavaliere, dovrebbero esser tutt'uno; — replicò ella concitata.
— Ah, vuoi parlare di antiche fiamme? — disse placidamente Raimondo. — Storie del vecchio Testamento, mia cara.