Attraverso i vapori della febbre, un lampo di ragione era passato per la mente di Livia, rischiarandole il vuoto di un abisso pauroso. Ma ella non era più in tempo per dare indietro; e del resto, a qual pro? Non era meglio finirla una volta, e per sempre, anzichè dibattersi vanamente tra gl'impeti della gelosia furibonda e dell'ira impossente?

— C'è un involtino di lettere; — rispose, con voce mezzo soffocata da un tuffo di sangue alla gola; — lettere del tuo cavalleresco Aldini.... ad una signora. —

Una nube si era stesa sugli occhi di Raimondo; ma egli trovò ancora tanta forza nell'animo per discacciarla da sè.

— E tu, — diss'egli, tentando di dare aspetto di celia ad un modesto rimprovero, — e tu hai fatto da segretaria?

— Apri e vedrai; — replicò Livia, impaziente.

Raimondo andò barcollante verso lo stipo; girò la chiave, e fece cadere lo sportello a ribalta, mettendo in mostra parecchi scompartimenti di cassettini e ripostigli in bella ordinanza disposti a parecchi ripiani, nei quali il mògano si alternava coll'àcero.

— Dove? — chiese egli, non sapendo in qual punto metter la mano.

— A sinistra, il cassettino più basso; fallo scorrer fuori; troverai un assicella di legno bianco. Ancora a sinistra, premi col dito; salterà. —

Egli aveva macchinalmente obbedito alle istruzioni di [pg!219] Livia. L'assicella, premuta appena, scattò, discoprendo il ripostiglio segreto. In quel ripostiglio giaceva un involtino di carta bianca, legato da una fettuccia color di rosa.

Le afferrò, ne sciolse il legaccio, spiegò il foglio, e ne trasse fuori un mazzettino di lettere, che portò nel vano della finestra, sotto la luce scialba di quel mattino invernale. Non avevano soprascritta; certo erano state cambiate le buste. Aperse la prima; gittò un'occhiata sui primi versi dello scritto, e mise un grido; aperse la seconda, lesse ancora poche parole, e il grido di doloroso stupore si mutò in urlo di belva ferita. E ancora aveva sperato, poc'anzi; aveva sperato d'imbattersi in segreti altrui, che poco o punto gli dovesse importar di conoscere. Avrebbe guardato, per contentare sua moglie, strana donna in verità, che di altrui debolezze non si sarebbe dovuta occupare; avrebbe guardato, e non letto. In quella vece.... “Mia Livia„, diceva incominciando la prima lettera che gli era venuta sott'occhio; “Adorata„, diceva la seconda; ed anche quella s'intendeva dal contesto che fosse per lei.