Anselmo Cantelli, poichè era lui il cortese signore venuto innanzi sul pianerottolo, fece all'Aldini un sorriso che valeva da solo tutte le cerimonie del mondo, e con affabilità da vecchio amico lo prese per mano, traendolo a sè.
— Venga, venga; — gli disse. — Faremo conoscenza or ora, sotto gli occhi delle dame. Favorisca di passare.
— Per ubbidienza; — rispose l'Aldini, e salutando con un cenno rispettoso del capo entrò nella sala.
I Cantelli erano ancora a tavola; ma si vedeva che avevano finito di far colazione, e allora allora stavano prendendo il caffè. Di rimpetto al posto che il signor Anselmo aveva lasciato vuoto per muovere incontro al visitatore, sedeva la signora Eleonora; Margherita e Federigo sui lati. Il giovane ufficiale di marina si alzò con premura, per stringer la mano al suo caro Aldini; Margherita non volle esser da meno di lui in nessuno dei due atti, che erano di bella cortesia, se anche il [pg!255] primo di essi non rispondeva del tutto alle piccole leggi dell'etichetta. Un po' pallidina tuttavia, la cara fanciulla, e con una cert'aria di languore diffusa sul volto; ma quella era una grazia nuova, che s'aggiungeva alla bellezza. Margherita, poi, era bella a tutti i modi, e cara in tutti gli aspetti.
Della signora Eleonora non si dice nemmeno, se accogliesse a festa l'Aldini. Contegnosa sempre, perchè stava sempre un po' dura sulla vita, sorrise nondimeno e porse con bel garbo la destra, lasciando che con altrettanta gentilezza il perfetto cavaliere facesse l'atto del baciamano, all'antica.
— Quant'è che non abbiamo il piacere di vederla! — ebbe la bontà di dirgli, e senza aria di sforzo. — Quattro anni, non è vero?
— E per me furono secoli, signora; — rispose l'Aldini, inchinandosi. — Ma temevo tanto di essere importuno, in questi giorni! Son sempre venuto, nondimeno, a chieder notizie.
— Non è la stessa cosa, — notò Margherita; — e bisognerebbe tenerle il broncio.... per quattro secoli ancora. Ma è festa oggi, e sia remissione di peccati, per l'arrivo del babbo. Ebbene, signor conte, che cosa ne dice, del nostro babbo? —
“Del nostro„ aveva ella detto! Filippo Aldini si sentì tremar tutto, dal capo alle piante. Ed era un tremito doloroso, pur troppo! In tutt'altra occasione gli avrebbe fatto fiorire una grande allegrezza nell'anima: per allora non poteva far altro che chiamargli un pallido sorriso e qualche frase stentata sul labbro.
[pg!256] — Vedi, babbo, — proseguiva intanto Margherita; — il signor conte Aldini è stato il nostro gentil cavaliere in tante passeggiate artistiche; ci ha fatto conoscere ed ammirare le più belle cose di Venezia. E vuol rivederne una bellissima, Lei? — soggiunse, rivolgendosi ancora a Filippo. — Guardi un po' là, nel vano della finestra. —