— Oh bravi! — diss'egli. — E Margherita?

— In camera, a scrivere le sue lettere; — rispose la signora Eleonora. — Hai lasciato il conte Aldini?

— Sì, poco fa. E a proposito di lui, ricordiamo che verrà questa sera col signor Zuliani. Non bisognerà dunque lasciarci sfuggire ch'egli sia venuto prima; e ciò per lasciare all'amico Raimondo il piacere di averlo presentato egli stesso a me. Sarà un atto di delicatezza verso di lui, non vi pare? Il signor Zuliani ne è degno. —

[pg!277] Così disposte le cose, e felicissimo di trovar Margherita sola, affrettò il passo verso l'albergo. Era appena arrivato nel suo appartamento, che Margherita lo udì, e tosto gli mosse incontro serena e sorridente.

— Ahi, ahi! — pensò egli. — Come si fa ora a dirle tante brutte cose, a questa cara figliuola? —

Margherita non gli aveva ancora letto negli occhi.

— Ebbene, — gli disse, — come sei rimasto contento del signor Filippo?

— Io, molto. Così ne fossi contenta tu!

— Oh, babbo! A me non c'è bisogno di augurarmelo. — Il signor Anselmo colse la palla al balzo, entrando subito nel vivo dell'argomento.

— Neanche se nel suo passato ci fosse.... qualche taccherella? — domandò.