— Tanto bravo, che con tutto quello ch'è accaduto fra lui e il conte Aldini, vuole che il matrimonio si faccia, e dentro i sessanta giorni che gli resterebbero da vivere, secondo il patto giurato. Patto segreto, s'intende, e noi non dobbiamo saper nulla di nulla. Solo la bontà di cuore del conte Aldini, la sua rettitudine, la sua probità verso di noi, ci mettono a parte di quel triste segreto. Sicchè, vedi tu a che punti siamo. Quell'ottimo giovinotto ha pensato che tu dovessi sapere ogni cosa dei suo passato, per dar giudizio di lui. E qui è da lodare la sua delicatezza: io gli ho già detto che per questa io lo stimavo mille volte di più. Ma egli ha voluto raccontarmi ancora tutto l'occorso di questa mattina, pensando che un matrimonio in queste condizioni potesse dispiacere a te....

— Ha ragione; — interruppe Margherita.

— Come, ha ragione? — gridò il signor Anselmo, stupito.

— Sì, ha ragione, e per questo lo stimerò io diecimila volte di più. Io non sposerò il conte Aldini, coll'ombra del suicidio di Raimondo Zuliani davanti agli occhi. Il [pg!283] nostro matrimonio è stato ideato dal signor Zuliani, desiderato, preparato, voluto da lui. Con che cuore, dimmelo tu, con che cuore andrei io all'altare, pensando che dopo la cerimonia, il padrino delle mie nozze, si toglierebbe la vita?

— Capisco, — rispose il signor Anselmo. — Ma a fargli mutar proposito non ci adopreremo anche noi? Lo metteremo con le spalle al muro, vedrai; lo pregheremo, lo piegheremo; ascolterà le voci della ragione.

— Lo credi? Ci vuol altro che esortazioni e preghiere! Ci penserò; — rispose Margherita con accento risoluto.

— E intanto, cara mia, che si fa coll'Aldini? Egli ha riconosciuta la necessità di farti sapere tutta la sua confessione, ma soggiungendo che ne dovevano conseguire due mali; uno, il più grave, e per lui certamente insopportabile, che il tuo cuore si allontanasse da lui; l'altro, che ne sarebbe il corollario immediato, di non potersi presentare questa sera da noi. Lo vedresti tu volentieri, dopo ciò che conosci di lui?

— O babbo, — disse Margherita, — anch'io mi sono confessata a te; più brevemente, e per un fallo minore. Speravo di aver fatto un giudizio temerario, sospettando che tra lui e quella donna ci fosse stato.... qualche cosa. In verità, non pensavo di colpir così giusto. Ad ogni modo ero certa.... il cuore mi diceva, il cuore che non s'inganna mai, che fossero vecchie lune, tramontate da un pezzo, e che solo per orgoglio offeso, od altro di simile, quella donna mi odiasse. Quanto a lui, senti, io ti confesserò candidamente, che non avrei voluto quell'ombra del passato ad oscurargli la fronte. Mentirei, se [pg!284] ti dicessi il contrario. E credi ancora, avrei rinunziato a lui, se egli fosse stato un altro.

— Che sottigliezze!

— Sì, e da capirsi benissimo. Egli era così gentile e buono, così nobile e colto, così rispondente al mio ideale, che, salvo sempre il tuo consenso, io non avrei rinunziato a lui per il ricordo di un'ombra passata sopra i suoi occhi, prima che quegli occhi si fossero posati su me. Così potevo perdonare il passato; così posso ancora, e perdonarlo e cancellarlo. Egli è oggi senza colpa, per me. Non lo hai tu confessato, del resto? — soggiunse la cara fanciulla, sorridendo. — E non gli hai data la tua paterna assoluzione?