— Con tutta l'anima; — rispose il signor Anselmo, intenerito. — Dunque, ecco qua; lo riceverai bene. Io gli ho detto, congedandomi da lui: esplorerò l'animo di Margherita, e le scriverò un bigliettino, con questa frase, che lo conforti: “il ponte del Paradiso è in ottimo stato di conservazione; ci si può passare senza pericolo.„
— Babbo cattivo! Tu ascolti, passando....
— Come tu dietro agli usci.
— Ma io non potevo fare diverso, essendo nella camera attigua.
— E neppur io, essendo nella stessa camera, e infilando la pelliccia. —
Erano pari e patta. Margherita conchiuse il giuoco, abbracciandolo stretto, e stampandogli due baciozzi sulle guance.
— Sicchè?... — diss'egli.
— Scriverai.... scriveremo.... anzi scriverò io il biglietto. [pg!285] Si guadagna tempo. Non l'ho mica da sposare domani. E gli parlerò un pochino ancor io, per l'appunto domani.... se il babbo permetterà.
— Veramente....
— Veramente, al punto in cui siamo, anch'io debbo parlare. E poi che cos'è? Dubiteresti della prudenza di tua figlia?