Raimondo era rimasto muto, certamente pensando alla stranezza del caso. E Livia frattanto pensava:

— Ella ha dunque voluto sostituirsi a me.... in ogni [pg!317] cosa? Ma infine, perchè? Non forse per salvare Raimondo? Coraggiosa!... —

Ed accolse nell'animo un raggio di speranza. Era Margherita, che aveva così prontamente avvertita la madre di Raimondo, chiamandola in soccorso. Quella madre avrebbe certamente adoperata tutta la sua autorità. E lei, Livia, lei, cagione di tutto il male, non era stata capace di una così buona ispirazione, di un così felice ardimento!

Ma il raggio di speranza che era penetrato nell'anima di Livia, impallidì tosto, fu per ispegnersi alle parole di Raimondo.

— O madre, madre mia, tutto è vano oramai. La maledizione del cielo si è aggravata su me, dal giorno che ho disobbedito alle tue esortazioni, resistito ai tuoi consigli amorevoli. Ma tu lo vedevi bene.... ed avresti dovuto perdonarmi.... amavo quella donna.... e l'amo ancora, odiandola, con tutte le forze dell'anima. Per me, dunque, è finita. E come vuoi tu ch'io possa vivere? Separandomi da lei? Sarebbe uno scandalo. Voglio morire da gentiluomo, rispettando le donne, anche quando tradiscono. Ho giuocata la mia vita con quell'uomo, nel modo più leale e prudente. Poichè tu sai ciò che la sorte ha deciso preparati. Io non posso più vivere.

— Prepàrati! — ripetè la signora Adriana, con accento di profonda amarezza. — Prepàrati! E sei tu che parli così? Quella infame ti ha dunque guastato a tal punto l'anima e il cuore? Prepàrati! Quando mai potrà prepararsi a questa angoscia un cuore di madre? Ho saputo il patto terribile; e perchè l'ho saputo, son corsa [pg!318] a gridarti: no, per una disgraziata, per una impura, traditrice della fede giurata, non si fa ciò. Il tuo amico pentito.... sappilo; quella animosa fanciulla me lo ha giurato con le lagrime agli occhi, venendomi incontro, all'arrivo.... si ucciderà egli pure, se tu manterrai quel patto dissennato. E tu, illuso, credevi di poter condannar lui alla vergogna di vivere, di esser felice, a prezzo della tua morte! Ma già il primo a non voler più la felicità di quell'uomo, sarà il padre di lei, un vecchio onorando, che tu avrai profondamente addolorato, fors'anche accorciandogli il vivere. E speri di evitare gli scandali? Ma tu li aggraverai, uccidendoti.

— Mamma! — gemette Raimondo, supplichevole,

— Sì, fammi il tenero, con quel cuore di sasso! Ucciderai altri, per intanto; e prima di tutti tua madre. Morirò, sì, maledicendoti, allora. Ma che cos'è questo vostro furor di morte? — gridò la povera donna, animandosi sempre più. — La vita è vostra, forse? Non di chi ve l'ha data? Non delle vostre famiglie? Non del vostro paese e del mondo, che aspettano opere virtuose e nobili esempi da voi? Vigliacchi, che avete solamente il coraggio di sottrarvi ad una piccola pena! Sì, piccola, e vergognosa ancora, come è sempre una forte passione per una creatura che se ne mostra indegna, per una donna che vi ha tradito, per una donna che vi ha disprezzato, per una donna che avrà ancora la soddisfazione di esser liberata dalla vostra presenza, di ereditare da voi la ricchezza che le avrete lasciata, il rispetto del mondo che le avrete assicurato, come premio del suo tradimento....

[pg!319] Livia, nel colmo dell'angoscia, tendeva verso l'uscio le palme è le labbra supplicanti. No, non è vero, voleva gridare, no, non sarà! E l'avrebbe gridato, se la vergogna del farsi trovar là in ascolto non l'avesse trattenuta. Fremente, tremante, sconvolta, si appoggiò alla parete, per ricuperar le sue forze vacillanti; e pensava, frattanto, vedeva tutto l'orrore della sua condizione, insieme con l'avverarsi possibile degli orrendi pronostici della signora Adriana. Oramai non voleva ascoltare, non poteva udire più altro. Si tolse di là; con uno sforzo supremo misurando il passo e trattenendo il respiro, mosse verso il corridoio e scese la scala.

Sul pianerottolo, al chiarore d'un lume sospeso alla parete, giganteggiava un'ombra, che veniva su dalla scala inferiore. N'ebbe terrore, a tutta prima; poi riconobbe il servo Giovanni, il fedele di suo marito.