— Sì, voglio dire come Le è parsa?

— Eh, non c'è male. —

Ma qui Raimondo aveva dato un balzo sulla scranna.

— Non c'è male! Non c'è male! Così te ne sbrighi, assassino? La signorina Margherita è un angelo. —

Filippo si strinse nelle spalle, non avendo da dire nè di sì, nè di no. La signora Livia, dal canto suo, si era creduta in obbligo di mettere un sordino alle volate del consorte.

— Per sua norma, signor conte, — diss'ella, — mio marito trova angeli dappertutto.

— Non dappertutto, — replicò Raimondo, — ma dove sono. E che io me ne intenda è già dimostrato, non ti pare?

— Questo vorrebb'essere un complimento.

— No, ma una verità sacrosanta. —

Così dicendo, il felice Zuliani batteva delicatamente [pg!47] della palma sulla candida mano di sua moglie. N'ebbe un sorriso, il meno che gli si potesse dare in premio della sua galanteria. L'idilio coniugale non giungeva certamente nuovo a Filippo Aldini, che garbatamente levò gli occhi in alto, pensando. Aveva ancor egli il suo piccolo idilio nell'anima; poteva dentro di sè vagheggiarlo. È questo il segreto di molti silenzi, e di molte distrazioni, nell'uomo.